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Le penultime lettere di Jacopo Ortis

Le penultime lettere di Jacopo Ortis

A Pavia, città ancora dai ritmi placidi e a misura d’uomo, precisamente in via Bordoni angolo viale Mazzini, si trova il ristoro preferito da quegli studenti costretti a lottare con il budget mensile, accontentandosi di cibo a buon mercato e condividendo quello spazio di tranquillità con gli anziani impegnati nelle partite a carte. Il gruppo di questi ragazzi dediti alla diversione senza pretese è variegato. C’è Giulia Mondelli, ventotto anni, barista e cameriera, cultrice di film del cinema muto, con una laurea in Lettere, dalle prospettive professionali non facilmente realizzabili nell’immediato. C’è Ernesto Rubini, in arte Ernest Rubens, omossessuale intento a discettare delle forme di innamoramento, nonché dedito alla grande letteratura shakespeariana per dichiarare il suo amore al postino, trasformando la povera Claudia in una specie di cavia per i suoi esperimenti di dichiarazione. C’è Amanda, ventisette anni, capelli chiari e occhi azzurri, che al contrario nutre un certo scetticismo verso l’amore a causa di esperienze pregresse, fra tentativi amorosi vicini e lontani, fra delusioni cocenti e paradossali. C’è Adriano, tranquillo insegnante dal segreto inconfessabile. Tutti perfettamente incastonati nel loro immodificabile quotidiano, fin quando non compare nelle loro vite Lorenzo, promettente ricercatore, che con un libro di Foscolo rompe quella routine…

Romanzo agile ma dalla struttura articolata, con uno sviluppo commisurato ai contenuti espressi, Le penultime lettere di Jacopo Ortis è un’opera moderna che dimostra di saper attualizzare la profondità di un messaggio antico, che arriva dal mondo dei classici della letteratura. In questo senso, è un apprezzabile tentativo di far rivivere quel quid della grande letteratura senza l’insopportabile pesantezza della retorica, con tutti gli annessi e connessi del “sacro testo”, piuttosto segnato dalla voglia di rimarcarne le potenzialità sovvertitrici nella vita quotidiana di comuni mortali. Forse, per la succinta ma efficace ricostruzione dei microcosmi esistenziali dei singoli personaggi del romanzo, non si può parlare di un vero e proprio protagonista, se non proprio quel libro misterioso libro attribuito a Foscolo portato dal ricercatore Lorenzo a scompaginare la vita dei suoi amici, con un esito simbolico gradevole, dove l’oggetto cartaceo è il realtà un grimaldello per intricate questioni personali. Uno stile sintetico ma non sciatto, dai dialoghi filanti e incisivi, un registro lessicale ben calibrato sulla psicologia dei personaggi fa da involucro ad una vicenda accattivante, dalle potenzialità interessanti, in direzione di uno sguardo non banale sul mistero dei misteri: l’amore.