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Le streghe

In tutte le fiabe che si rispettino, le streghe hanno cappelli neri appuntiti, scope volanti e grandi calderoni in cui rimestano liquidi e contenuti non definiti. Qui però si parla di streghe vere, che non hanno nulla di tutto questo. Loro sono donne della quotidianità, svolgono le attività di ogni giorno, indossano abiti normali, fanno i mestieri, sistemano casa ed è per questo che diventa molto difficile identificarle. Le streghe, quelle vere, odiano i bambini profondamente. Un sentimento, il loro, fortemente negativo, tanto da trascorrere la maggior parte del tempo a cercare di capire come farli fuori, come ucciderli a uno a uno. Le vere streghe si possono trovare ovunque: possono essere cassiere, insegnanti, segretarie o proprietarie di case e negozi, ma tutte hanno in mente la progettazione di piani criminali e sanguinosi. “Mmm vediamo...a quale bambino posso fare la festa oggi?”: questa è la loro domanda quotidiana, perché per queste donne passare un bambino al tritacarne è una grande, grandissima soddisfazione. Ognuna di loro deve far fuori almeno un bambino a settimana, altrimenti l’impresa non riuscita si trasforma in frustrazione. In un anno ogni strega, in media, deve far sparire ben cinquantadue bambini: “Spiaccicati, stritolati, ben tritati, poi frullati e oplà...eccoli spariti!”. Ogni strega sceglie accuratamente la propria vittima, la segue silenziosamente proprio come fa un cacciatore con la sua preda e quatta quatta la trascina via con movimento veloce e felpato. Scintille, fiamme, olio bollente e pluf! il bimbo non c’è più. Le streghe non picchiano i bambini, non li ammazzano a coltellate o fucilate, loro non vengono mai scoperte e arrestate perché hanno la capacità di far saltellare i sassi come fossero rane e di trasformare acqua fresca in fuoco ardente. Tutte le streghe sono donne, anche se per fortuna non ne rimangono poi così tante. Basti pensare che in Inghilterra se ne contano circa cento. Certamente non sono tante, ma abbastanza per far paura a tutti i bambini. La pericolosità delle megere sta nel loro aspetto completamente inoffensivo. Non si riesce mai a capire di avere di fronte una strega, perché si pongono in maniera gentile e perché ognuna di loro assomiglia a una donna simpatica e amabile. Persino la vicina di casa potrebbe essere una temibile strega...

È un bambino inglese originario della Norvegia rimasto orfano l’indiscusso protagonista di questo Le Streghe, la bella fiaba nera di Roald Dahl. Il bimbo, dopo l'incidente che gli porta via i genitori, per volere testamentario del padre viene affidato alla nonna, una simpatica signora che fuma il sigaro. La donna vuole subito metterlo in guardia contro le streghe, donne diverse da quelle che si vedono nelle fiabe, senza scopa volante ma con un aspetto e una vita assolutamente nella norma. Una descrizione che risulta alquanto inquietante e soprattutto d’impatto, considerato che viene consegnata al lettore nelle prime pagine del libro. Una volta iniziata la lettura, il primo pensiero è “Ho un libro angosciante tra le mani!”, ma in realtà la storia poi prende una piega differente, si inoltra nel mondo del fantastico con descrizioni affascinanti e animate da personaggi disegnati con dovizia di particolari e soprattutto di una simpatia disarmante e di una determinazione unica. La narrazione prosegue carica di magia e di una corposità tipica dello stile di Dahl. La scrittura è coinvolgente, ed è ammaliante leggere di come il bambino metta in pratica i consigli della nonna, riuscendo almeno in parte a scampare ai pericoli e di come subisca le trasformazioni che poi saranno benevolmente accettate. Amore e accettazione diventano i principali concetti intorno a cui la fiaba si snoda. Il bimbo e la nonna trovano la rassegnazione e danno un senso alla loro esistenza, grazie a un obiettivo salvifico, che si prefiggono di raggiungere. Questo Le Streghe ha una morale e un insegnamento molto significativi. Innanzitutto vuole essere un monito per i ragazzi a non fidarsi mai degli sconosciuti e poi vuole essere un invito ad affrontare ogni aspetto della vita con forza e determinazione. La vita e la morte, il dolore e la gioia, il terrore e il coraggio sono sentimenti ed elementi contrastanti, ma che tutti noi viviamo in una maniera e nell’altra e vanno accettati e affrontati per quelli che sono e nel miglior modo possibile. Dahl, con questo libro dalla scrittura scorrevole e dalla trama compatta e semplice, mette in moto la fantasia e l’immaginazione di grandi e piccini in maniera diretta e senza troppi fronzoli, offrendo al lettore un libro unico e da non perdere assolutamente. La prima edizione di Le Streghe è stata data alle stampe nel 1983 e dal libro sono stati tratti i film Chi ha paura delle streghe (1990) per la regia di Nicolas Roeg e Le Streghe (2020) diretto da Robert Zemeckis.