Le vedove di Malabar Hill

Le vedove di Malabar Hill

Per lo studio legale Mistry un visitatore a quell’ora del mattino è piuttosto raro. Lo studio è posizionato nell’insediamento originario di Bombay che, anche se le antiche mura che lo circondavano sono ormai andate distrutte, continua ad essere una fortezza e fornisce protezione a banchieri e avvocati che, in genere, aprono i loro uffici tra le nove e le dieci del mattino. Perveen pensa che l’uomo che l’ha incuriosita possa essere un povero alla ricerca di assistenza legale e, perciò, cerca di non fissarlo per evitargli imbarazzo, anche perché per molti l’idea di una donna avvocato non è ancora del tutto accettata. Osservando meglio, tuttavia, Perveen si rende conto che quell’uomo non è affatto povero: indossa calzettoni neri e calza scarpe stringate di pelle nera e di buona fattura. L’unico luogo in cui gli uomini indossano scarpe e calze di quel tipo, inglesi, è Calcutta, la città che ogni volta le ricorda Cyrus. Perveen cerca di avvicinare quello strano personaggio, ma questi arretra in fretta trascinando i piedi e, in un attimo, attraversa la strada e si allontana. Quando la giovane si avvicina all’edificio in cui sono situati gli uffici della Mistry House e bussa alla porta, il maggiordomo Mustafa le apre immediatamente e si sfiora cuore e fronte in segno di rispetto. Suo padre si trova in tribunale, per il processo Jayanth, e Perveen non ha alcun appuntamento segnato in agenda per oggi. Arriverà una sua vecchia amica dall’Inghilterra, Alice, e Perveen la raggiungerà in porto. Per questo motivo si è tenuta libera per l’intera giornata. In attesa che la nave attracchi, tuttavia, decide di salire al piano di sopra, sedersi alla grande scrivania doppia di mogano e dedicarsi ad un contratto di proprietà ancora da completare. Per quanto sia vero che le scartoffie legali sono spesso una noia, la precisione e la scelta di una singola parola al posto di un’altra possono davvero fare la differenza tra rovina e successo per un cliente. Ecco perché si applica anche a questo aspetto della sua professione con massima dedizione e impegno. I tre anni di studi in legge ad Oxford le hanno fornito le basi, ma un anno di lavoro insieme al padre le ha permesso di affinare le armi...

Un’originale e interessante combinazione di mistero, dettaglio storico e descrizione di un ambiente multiculturale rappresentato dalla Bombay degli anni Venti del secolo scorso, città sullo sfondo della quale si muove una formidabile investigatrice, suo malgrado. Moderna, coraggiosa e con un pesante passato alle spalle - che viene pian piano disvelato nel corso di questa primo romanzo della serie che la vede protagonista - Perveen Mistry, prima donna avvocato in India, si muove in una metropoli fatta di suoni, odori e colori provenienti da diverse comunità che insieme formano un’unica complessa realtà.I Mistry sono una famiglia parsi, di origine iraniana e seguaci di Zoroastro. Perveen, fresca di laurea in legge ad Oxford, affianca il padre nel suo studio legale. Secondo la legge indiana, non può ancora presenziare in tribunale, ma il suo ruolo si dimostra essenziale quando deve occuparsi dell’esecuzione testamentaria di un cliente musulmano che ha lasciato tre vedove che vivono in totale isolamento, in una mortificante clausura che si consuma tra gelosie e rivalità reciproche. Perveen è quindi l’unica, in quanto donna, in grado di mettersi al servizio delle vedove e tutelare i loro interessi, minati, forse, dai loro stessi egoismi o dalle decisioni di uno sgradevole e prepotente amministratore dei beni di famiglia. Un omicidio efferato sconvolgerà poi ogni equilibrio e costringerà Perveen a indossare i panni dell’investigatrice per cercare di far luce sull’accaduto. Sujata Massey, scrittrice nata in Inghilterra da madre tedesca e padre indiano, regala al lettore qualcosa che va oltre il classico giallo punteggiato di folklore indiano, peraltro ottimamente rappresentato nelle particolareggiate riproduzioni degli ambienti tipici di Bombay e nella descrizione dei principali aspetti del colonialismo britannico, fortemente radicato nell’India di quel periodo. Ispirata alle prime donne che, dopo essersi laureate in Giurisprudenza, hanno potuto esercitare la professione - Mithan Jamshed Lam e Cornelia Sorabji - la vicenda di Perveen e delle vedove di Malabar Hill è soprattutto un obiettivo puntato su un capitolo importante della storia dell’universo femminile e delle difficoltà che, da sempre, le donne devono affrontare in una realtà troppo spesso ancora appannaggio esclusivo maschile.



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