Le vite lontane

Le vite lontane

C’è una casa su un pendio, in montagna, in cui una bambina sognatrice e insicura e la sua sorellina amante degli animali trascorrono le estati. Leggono, vanno in altalena, giocano a preparare zuppe fredde e crude. La mamma le raggiunge la sera con la funivia, il papà nel fine settimana. Ogni giorno la bambina sognatrice spera – invano – che dalla città salga a trovarla Siri, sua compagna di scuola verso la quale nutre una sorta di venerazione dolorosa e conflittuale. Siri è bella, impenetrabile e sicura di sé. Spesso la bambina sognatrice si rifugia nella soffitta, un luogo quasi magico, alla ricerca di qualcosa che la sorprenda e la rapisca. La chiave arrugginita, i cassoni di legno, i piatti crepati, il vecchio filatoio, la polvere e il silenzio. Tuttavia da quella soffitta così ricca e misteriosa non salta mai fuori niente di interessante. Poi c’è Meta. Meta è una ragazza – anzi, poco più che una bambina – quando lascia la sua famiglia e il suo caldo Paese africano per cercare fortuna altrove. Quell’altrove si chiama Europa, e Meta – come tanti altri uguali a lei – ci arriva piena di paura e speranza, affrontando un viaggio spietato e terribile, senza una destinazione precisa e senza un’idea ben chiara di cosa la aspetti...

Sono vite parallele, che appena e raramente si sfiorano tra loro, le esistenze raccolte in Le vite lontane. La narrazione segue due storie principali: quella della voce narrante, nata e cresciuta tra le montagne di un Paese europeo, e quella di Meta, giovane profuga etiope fuggita dal sud del mondo e in viaggio verso nord. Accanto a queste due vite dolorose e solitarie si snodano tante altre esistenze altrettanto dolorose e solitarie, che solo alla fine di tutta la vicenda sembrano convergere – e solo per un attimo – verso un fugace punto comune. Anna Rottensteiner (Bolzano, 1962) intreccia – con l’abilità, la perizia e la cura di una tessitrice – la fitta e delicata trama di questo romanzo, che per certi versi potrebbe anche essere definito corale: singole voci vicine e in sovrapposizione che cantano ognuno la propria storia, insieme eppure senza mai fondersi completamente, in un complesso intersecarsi di piani narrativi e temporali diversi. Autrice bilingue, la Rottensteiner pubblica Le vite lontane in tedesco (edition laurin, 2016); Edizioni Alphabeta Verlag lo consegna ai lettori di lingua italiana attraverso una traduzione elegante, accurata e molto vivida.



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