Lettere sugli scritti e il carattere di Jean-Jacques Rousseau - Riflessioni sul suicidio

Lettere sugli scritti e il carattere di Jean-Jacques Rousseau - Riflessioni sul suicidio

Fervente oppositrice di Napoleone Bonaparte, Madame de Staël, dopo l’abdicazione dell’Imperatore, può fare finalmente rientro a Parigi. Deciso a sfruttarne la notorietà acquisita durante il periodo dell’esilio e a porre una forma di rimedio alla censura subita dalla precedente opera De l’Allemagne, l’editore Gabriel-Henri Nicolle la esorta a pubblicare un nuovo libro. La scrittrice decide allora di raccogliere nel libro tre saggi: uno dedicato alla rivalutazione del pensiero e della figura umana del filosofo Jean-Jacques Rousseau, irriso e vilipeso da Voltaire e dagli illuministi; un altro in cui si era invano spesa nel tentativo di salvare la vita di Maria Antonietta; un terzo infine in cui espone le proprie riflessioni in ordine al suicidio, prendendo spunto dalla vicenda, nota all’opinione pubblica, in cui il poeta tedesco Heinrich Von Kleist e la sua amante Henriette Vogel si erano tolti la vita il 21 ottobre del 1811 in Prussia. Temi che consentono all’autrice di riversare sulla pagina considerazioni, sofferenze e stati d’animo che, dopo aver percorso un lungo tragitto interiore, trovano finalmente un varco per riuscire a scorre in superficie…

Per onorare la ricorrenza del 250mo anniversario della nascita di Germaine Necker – nota al mondo intero con il nom de plume Madame de Staël, adottato in seguito al matrimonio con il diplomatico svedese Erik-Magnus de Staël Holstein – la casa editrice Bibliosofica ripropone due dei tre saggi contenuti nel libro da lei pubblicato nel 1841. Meritoriamente versata da Andrea Inzerillo in una lingua italiana di più agevole fruizione rispetto a quella utilizzata in precedenza e ben curata da Livio Ghersi, questa preziosa opera dà prova di come gli incroci tra la vicenda esistenziale e l’acume intellettuale dell’autrice francese siano sempre stati elementi irreversibili e simbiotici della sua personalità. Sia nel testo in cui tratteggia il profilo critico del pensiero di Rousseau che in quello in cui si sofferma a riflettere sul complesso e tormentato tema del suicidio, ella coglie una molteplicità di aspetti di stimolante interesse che non mancano ancora di agganciare l’attenzione del lettore e annota impressioni e testimonianze tra le più intense e appassionanti per qualità intellettuale, intelligenza e respiro di umanità. Il tutto trascritto senza alcun timore reverenziale e con un uso sapiente del linguaggio letterario che sembra alimentarsi perfino delle sue pur non poche comprensibili perplessità.



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