L'intimo colloquio

L’intimo colloquio
Bernardo Carboni è un uomo medio. Docente di Fisica quantistica all’Università di Roma, condivide la sua “esistenza” con la compagna Anna, una donna che ha il coraggio di chiamarlo “Bernie”. Le loro vite trascorrono tranquille. Carboni insegna con dedizione e passione e passa il suo tempo libero a pulirsi la giacca di gesso e sistemare la sua moto. Il professore universitario però non si riconosce più nei propri confini scientifici, costruiti in tanti anni di carriera. A innescare i suoi dubbi di Carboni è la misteriosa scomparsa del Prof. Finzi, un collega d’ateneo. Un tipo preciso, infallibile, al limite del paranoico, l’alter ego perfetto di “Bernie”. I due condividono l’amore per la scienza, ma niente di più. La morte di Finzi, però, scatena nel professore di Fisica quantistica un animo investigativo, sopito ormai da tempo. Fra le carte del defunto spunta una mappa dei seminterrati dell’università. Una x contrassegna un luogo misterioso. Carboni decide di andare fino in fondo alla vicenda, ma nella sua impresa si ritrova a fare i conti con le proprie paure. Stordito dalla propria inadeguatezza il fisico decide di rinunciare in un primo momento, ma poi, invitato dalla propria compagna e da una coppia di amici a riprendere in mano la situazione, torna a indagare...
L’intimo colloquio di Fabio Marzocca è un libro controverso. In alcuni frangenti è attraversato da piccoli momenti di pathos, che catturano l’attenzione del lettore. Ma in molti passaggi si perde nel racconto di un mondo, quello di Carboni, noioso e poco accattivante. Le giornate e le vicende del mediocre protagonista conducono chi legge nei meandri della normalità, senza nessun colpo di scena. Il romanzo si pone l’obiettivo, peraltro nobile, di avvicinare le ragioni “filosofiche” del professore alla sua anima scientifica. Una sorta di mito moderno dell’auriga che Marzocca interpreta a tratti con astuzia, ma senza soffermarsi sulla trama e la caratterizzazione dei personaggi, sbiaditi e sconfitti dalla loro routine. L’intimo colloquio concilia in sé due anime differenti. Da una parte spicca la voglia dell’autore di ricalcare le teorie “giorelliane” e di mettere in discussione la sfera razionale. Dall’altra emerge un lato pop, figlio del periodo post Dan Brown, che tenta di movimentare l’intreccio. Il mix ha un risultato discutibile. Un libro adatto per chi vuole avvicinarsi in maniera soft al dibattito filosofico-scientifico e per chi non ama l’evasione.

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