Lo splendore del niente e altre storie

Lo splendore del niente e altre storie

Nella Sicilia tra la fine del XVII e il XVIII secolo, mentre quella terra passa di mano dai Savoia agli Asburgo e in ultimo agli spagnoli Borbone, si consumano le vite di sette donne, diverse tra loro, ma accomunate nella eccezionalità del percorso. Come ad esempio Catarina, moglie devotissima, la “magària” Giovanna, vecchia “di aceto”, cioè di pozioni velenose, Levia, spontaneamente dedita ai piaceri della carne e alla vita raminga, Francisca, “masculu fora e fimmina intra”, che finirà sotto indagine dell’Inquisizione, Ignazia, di intelletto arguto e vita ascetica, serva di Dio aspirante Santa Teresa, la pittora Arcangela, coinvolta in un’esperienza mistica. La loro colpa o la loro insostenibile virtù, agli occhi dei contemporanei, è quella di non essere allineate, di non rientrare nel canone socioreligioso del tempo e di non nasconderlo. Gli echi dell’Età dei Lumi e delle Rivoluzioni arrivano come brevi folate e non toccano gli abitanti della mitologica Calacte in cui sono ambientate le storie (se non per la presenza sparuta di cronisti puntuali e di gesuiti timorosi dell’incombente anticlericalismo); e forse nemmeno le protagoniste ne sono consapevoli, tuttavia queste, in modo isolato e unico, sono percorse da un brivido, da un moto di ribellione, da una malinconia accesa di fuoco viscerale che le rende protagoniste coerenti di quella stagione di rinnovi mescolati ad ignoranza, di rara salvezza e di acerbe persecuzioni...

La Sellerio compone questa raccolta di racconti già pubblicati tra il 1994 e il 2014 dalla poetessa e saggista Maria Attanasio (Caltagirone, 1943) con il dichiarato intento “di dare più completa conoscenza ai lettori di una scrittrice appartata [...]”. Nella nota introduttiva la Attanasio spiega la genesi dei racconti, che parte dalla volontà di consegnare alla memoria collettiva le “Storie soprattutto di donne – ribelli non rassegnate – di cui spesso resta solo un gesto [...]. Ricostruendo, tra immaginario storico e tracce documentali, il pensare e l’operare [...] è possibile ritrovare sorprendenti storie di coraggio e di resistenza alla discriminazione e all’ingiustizia”. Un aspetto interessante risiede quindi nel fatto che le storie narrate sono vere, rintracciate in antichi documenti riportati in calce alla raccolta, e corretto appare l’utilizzo dell’immaginazione narrativa per colmare le lacune lasciate dalla storiografia. Lo stile di scrittura è penetrante nelle descrizioni, sia dell’ambientazione sia dei personaggi, e proprio per questo resta il desiderio di una narrazione più dispiegata, magari in un romanzo che sviluppi la storia di una delle protagoniste, in luogo di una certa frammentazione, aumentata dalla brevità dei singoli racconti a loro volta spezzettati in prologhi, antefatti, ecc. Parimenti appare solo in abbozzo un tema fecondo, quello dell’aggancio con il terzo millennio in cui viviamo, fuggevolmente prefigurato da qualche termine linguistico che compare all’improvviso. A parte queste considerazioni, resta una lettura piacevole e intensa, in cui emerge a più tratti la sensibilità dell’autrice.



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