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Lo straniero venuto dal mare - La saga di Poldark

Pampilhosa, 1810. Ross Poldark, mandato in missione da alcuni esponenti del governo segreto, sta camminando insieme a due soldati dell’esercito portoghese verso il convento di Bussaco, per raggiungere i battaglioni inglesi impegnati nella guerra contro i francesi. Per evitare di imbattersi con pattuglie nemiche deviano più volte, l’impressione è di girare a vuoto ma finalmente al tramonto sono fermati da una sentinella scozzese che, controllati i documenti, li scorta fino all’accampamento. Il quartiere generale, realizzato a scapito di alcuni bellissimi cedri, è spartano ma efficiente. Gli viene incontro McNeil incredulo, dopo alcuni istanti di esitazione i due con impeto si aggiornano a vicenda sulle ultime notizie. Ross viene così a scoprire che poco lontano da lì c’è suo nipote, dopo aver mangiato un soldato lo accompagna attraverso le linee, è quasi mezzanotte alcuni soldati a gruppetti parlottano a bassa voce, altri dormono, sono tutti vestiti e tesi in attesa della battaglia che si svolgerà tra qualche ora. L’incontro con Geoffry Charles è caloroso, la gioia trapela in ogni gesto e parola. Ross decide di restare e combattere con loro e Geoffry Charles, onorato di averlo al suo fianco, gli procura una divisa perché non sia scambiato da nemico. Il 25 ottobre 1810, il vecchio re perde la ragione. Era già accaduto circa ventidue anni prima e anche nel 1801 e nel 1804 aveva manifestato periodi di follia, che avevano tenuto in stallo le questioni legislative, ogni volta i Whig avevano cercato di tenere nascosta la propria soddisfazione i Tory il proprio sgomento…

Lo straniero venuto dal mare è l’ottavo episodio della Saga dei Poldark. Graham, tra questo e il precedente romanzo lascia un vuoto narrativo di dieci anni, ritroviamo quindi i protagonisti alle prese con le tipiche problematiche dei figli più grandi che, in procinto di spiccare il volo, rivelano caratteri e interessi ben definiti. L’autore riesce a trasmettere l’ineluttabile trascorrere del tempo anche per gli amati protagonisti, in maniera indiretta con un abile gioco di specchi e rimandi tra generazioni che fanno emergere somiglianze e differenze caratteriali. L’attenzione è centrata sui giovani, l’autore racconta il loro desiderio di cambiamento, l’interesse per le innovazioni tecnologiche (ah, quante potenzialità le macchine a vapore!), gli innamoramenti, il loro vigore e lo spirito d’iniziativa che, per contrasto, mettono in evidenza quella sorta di rilassamento e appagamento dato dall’avanzare dell’età che dovrebbe rendere più moderati e comprensivi. La parte storico-politica, curata nei minimi particolari, restituisce un quadro preciso e ben definito degli equilibri, delle trattative, delle relazioni nella militanza partitica, così come, attraverso il mutare di alcuni dettagli di costume, si raccontano le nuove “contaminazioni” sociali. Lo stile è, come sempre, elegante, con meravigliose descrizioni della natura, vivida e affascinante sia quando è verde e lussureggiante che quando è brulla e ventosa. Si può affermare che Graham sia capace di far sentire al lettore perfino il profumo del mare.