The Loop - L’umanità finisce qui

The Loop - L’umanità finisce qui

Luka, sedici anni, è il detenuto 9-70-981; è entrato nel Loop, la prigione ad elevata tecnologia e a struttura circolare, da 736 giorni. Attende, come tutti, la propria esecuzione. Happy, l’intelligenza artificiale che governa il luogo di reclusione, provvede ogni mattina a fargli scegliere la colazione, a informarlo della temperatura della cella, a ricordargli la data in cui gli verrà comminata la pena capitale, e quella del Rinvio, sfasate di sole ventiquattro ore. Grazie al Rinvio i prigionieri possono di spostare di sei mesi il giorno in cui verranno giustiziati, pagando un prezzo altissimo: fare da cavie a test di laboratorio in cui tutto può accadere, anche veder sostituiti organi e arti con protesi artificiali, procedure sperimentali a beneficio dei futuri ricchi acquirenti della classe agiata degli Alterati (“... i superumani, i cyborg [...]: coloro che guardano noi Regolari dall’alto in basso come se non contassimo niente”). Al compimento dei diciotto anni Luka verrà inviato in un’altra struttura detentiva, il Blocco, ove l’intervallo di tempo tra i Rinvii è di sole sei settimane. I brutali test del Rinvio non sono neppure il modo peggiore con cui i detenuti saldano il loro debito: per sei ore al giorno ognuno di loro è costretto a sottoporsi al Prelievo, una procedura devastante che assorbe letteralmente la loro energia fisica per donarla alla società, lasciandoli emotivamente e fisicamente a pezzi. Provare a scappare è semplicemente impossibile: al momento della condanna ad ogni detenuto è stato impiantato un congegno intra-cardiaco che esplode automaticamente in caso di tentata fuga. Wren, la custode, è la sola a trattare i prigionieri con umanità: ha trovato il modo di portare a Luka dei libri, l’unico strumento di “evasione” in una routine immutabile, infernale. Eppure cominciano a girare strane voci: all’esterno sarebbe un corso una ribellione, addirittura una guerra...

“... Quello che abbiamo sacrificato, quello che abbiamo dato per la prosperità del mondo, verrà forse considerato dagli storici e dai filosofi del futuro come un esecrabile atto di autoconservazione. E avranno ragione, amici miei. Non fingiamo di essere moralmente puri, ma senza il nostro sacrificio, il nostro coraggio, la nostra capacità di guardare la storia negli occhi e dire abbiamo fatto quel che andava fatto, non sarebbe esistito un futuro dove criticarci!” Opera d’esordio di Ben Oliver, scozzese, insegnante e già autore di racconti, primo volume di una trilogia (il secondo, atteso per il 2021, sarà intitolato The Block), il romanzo arricchisce il filone della fantascienza distopica dedicata al pubblico YA. La trama, sorretta da una narrazione dal ritmo rapido, quasi convulso nella parte finale, miscela, in un clima claustrofobico legato all’ambientazione in una prigione per minori, suggestioni cyberpunk a elementi horror con venature splatter - soprattutto in alcuni segmenti che, pur non avendo per protagonisti i canonici morti viventi, si risolvono in variazioni sul tema “zombie” -, con qualche strizzata d’occhio a classici come la serie televisiva cult The Prisoner - Il prigioniero. Temi come l’avvento di una possibile intelligenza artificiale in grado di prendere il controllo e decidere autonomamente il destino dell’umanità, le dinamiche complottiste, una società sempre più pervasivamente improntata al controllo degli individui e al mantenimento delle disuguaglianze, confluiscono in un racconto che ha come punto di debolezza una caratterizzazione superficiale dei personaggi, che ci auguriamo verrà risolta nei successivi attesi sequel. The Loop potrebbe diventare a breve anche una serie TV, con il coinvolgimento di Louise Sutton, già produttrice di serial di successo come Black Mirror e Jekyll and Hyde.



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