Lotteria dello spazio

Lotteria dello spazio
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Anno 2203. Il dominio del sistema solare viene assegnato con una sorta di lotteria basata su una strategia matematico-casuale inventata centinaia di anni prima dai militari, il Minimax. Nonostante si siano registrati numerosi bizzarri segni premonitori – stormi di cornacchie bianche, inspiegabili incendi, pioggia di piccole pietre sferiche su Marte, nascita di un vitello con due teste a Batavia, sede del Direttorato della Federazione dei Nove Pianeti del Sistema Solare – che fanno pensare che qualcosa di enorme stia per accadere, Ted Benteley, un biochimico che ha appena perso il lavoro (ed è felicissimo per questo, dato che da tredici anni cerca invano di liberarsi dal suo vincolo contrattuale con l’Oiseau-Lyre), decide di trasferirsi a Batavia per giurare fedeltà al Quizmaster in carica, Verrick, per un impiego di classe 8-8. È una decisione che pondera con molta attenzione, perché è possibile sottoporre giuramenti di fedeltà professionali al Quizmaster una sola volta nella vita e Benteley per la sua carriera punta tutto su questa mossa. Il giorno del giuramento è nervosissimo: porta con sé tutti i suoi amuleti e anche quello che gli ha regalato Lori, la giovane prostituta che gli ha tenuto compagnia la notte precedente. Lo staff di Verrick lo accoglie subito – cosa che lui non si aspettava certo – e senza tanti problemi lo fa subito giurare. Ora è legato a vita a Verrick, quello che voleva. Troppo facile, c’è qualcosa che non va. Che cosa, Benteley lo scopre molto presto: la lotteria ha appena spodestato Verrick e nominato Quizmaster un anziano di nome Cartwright, leader di una strana setta che predica l’esodo su un pianeta misterioso situato ai confini del sistema solare, il Disco di Fiamma. Benteley è ora una pedina nel complotto di Verrick per assassinare il nuovo Quizmaster e riconquistare il potere...

Non è un’emozione da poco avere tra le mani il romanzo d’esordio di un titano come Philip K. Dick, un romanzo tra l’altro significativo non solo dal punto di vista cronologico. La storia dell’inquieto Benteley, travet in crisi occupazionale coinvolto in macchinazioni di portata planetaria, ha molto di allegorico, ovviamente. Come pure lo sfondo della vicenda, un XXIII secolo nel quale il potere viene assegnato per lotteria, e lo sport ufficiale è rappresentato dai tentativi di un sicario dopo l’altro di assassinare il Quizmaster in carica, protetto da una squadra di telepati. Schiavo per scelta e per inganno del Quizmaster deposto, l’animale politico Reese Verrick, Benteley si trova a giocare un ruolo decisivo nel tentativo di omicidio del nuovo leader, il visionario ma solo apparentemente goffo Cartwright. Ma le macchinazioni e i complotti sono nascosti uno dentro l’altro, come in un gioco di scatole cinesi. Certo, non si tratta del Dick della maturità, uno dei massimi scrittori del ’900, ma in Lotteria dello spazio sono ben riconoscibili alcuni temi essenziali della poetica degli anni che verranno: una struttura sociale alienante retta dall’architrave del cinismo, organizzazioni governative o corporative corrotte e sfruttatrici, la dialettica uomo/androide, la telepatia, i culti religiosi bizzarri, i viaggi nello spazio. Il romanzo è del 1955, e non mancano evidenti echi di inquietudini da Guerra Fredda, incongruenze futurologiche (dov’è la televisione? Le notizie nel 2203 sono diffuse da strilloni robot per le strade!) e viaggi spaziali naif. Una grande modernità nel linguaggio e un indubbio – seppur acerbo – talento narrativo fanno dimenticare il modo frettoloso con cui viene liquidata la sottotrama dell’esodo dei seguaci prestoniani, una vera delusione. Filologicamente necessario per chi vuole apprezzare l’intera parabola poetica di Dick, evitabile per chi sa apprezzare solo i greatest hits.



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