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Love is red

 Love is red

New York. Una donna sola al bancone di un bar legge un buon libro. Parte un lento, meditato ed elegante corteggiamento. Niente di appariscente né volgare. La notte è lunga e l’alcool comincia a fare effetto. Lui è così perfetto ed elegante che non se lo farà scappare. Sono a casa. Sesso e paura, piacere e dolore. Follia e morte. Seguono altri due omicidi irrisolti. Stesso modus operandi, come dicono gli addetti ai lavori. Tre omicidi in un mese fanno un serial killer. Un’altra donna si annoia a morte ad una festa in maschera. Decide di andare via (magari riesce a raggiungere David, il suo quasi fidanzato) ma fa uno strano ed inaspettato incontro: Sael, l’uomo misterioso. Da quel momento Katherine è combattuta tra la vita solare con il brillante David e incontri focosi ma tormentati con l’enigmatico Sael. Affrontare questo difficile dilemma l’avvicinerà pericolosamente al serial killer…

Gli omicidi aumentano e ogni vittima regala un colore allo spirito maligno che abita il corpo di colui che è diventato l’assassino. Sfumature di emozioni e sensazioni come fossero colori, lussuria e terrore, legami e sentimenti. Sono solo alcuni degli ingredienti messi insieme dall’autrice. Ma quando la storia si sta facendo interessante, spuntano segreti, mostri, spiriti, elementi paranormali, corpi utilizzati come mezzo di trasporto. E l’intreccio si complica, fino a diventare torbido e confuso, spingendosi su binari di altri filoni narrativi (oltre allo psicothriller, vivono pagine fantasy, capitoli di romanzo rosa, momenti al limite dello splatter, scene di sesso estremo). Elementi che rendono la storia complicata e difficile da seguire, e che si aggiungono ad uno stile fortemente descrittivo che rallenta la lettura rendendola poco scorrevole. Il romanzo è però volutamente caotico e misterioso, creando quell’attesa del seguito che Sophie Jaff ha già promesso: Love is red è, infatti, il primo capitolo di una trilogia. Ai curiosi, non resta che aspettare.