LUNA – La notte dell’Homecoming

Il giorno dell’Homecoming cade ogni dieci anni, quando gli aesir fanno ritorno a casa nel Diamante Nord, e si fonda sul “Trattato di Niribu”. Nato dal senso di appartenenza di Asgard alla nazione con la stella argentata, il trattato stabilisce che nel giorno dell’Homecoming solo le navi che riescono a superare l’orbita della luna di Niribu possono considerarsi “salve” e trattenere per loro i tesori accumulati durante gli anni, per poi scambiarli o venderli durante il “Tarsari”. In caso contrario, tutto quello che hanno accumulato viene preso dall’Asse mentre l’equipaggio viene condotto in arresto alla Cattedrale della Redenzione. Luna cerca di immagazzinare tutto quello che ha visto e letto nell’ala del museo dedicata alla mostra sull’Homecoming, ma non riesce a scrollarsi di dosso quella sensazione di disagio. A risultare disturbante non è il concetto di ritorno; in fin dei conti, anche il suo popolo si è sempre spostato alla ricerca di cibo per poi tornare alle proprie terre d’origine. No, quello che Luna proprio non riesce a comprendere è come sia possibile che in così tanti anni di Homecoming, gli aesir non abbiano mai vinto neanche una battaglia contro l’Asse. In quelle battaglie nelle quali il “cielo prende fuoco”, sono usciti sempre sconfitti e dipinti dalla propaganda assiana come pirati senza scrupoli … Anche quella mattina, durante la colazione, Carl ha fatto riferimento agli aesir definendoli pirati “cattivi”. Ma come può essere cattivo colui che lascia la propria casa per cercare fortuna altrove?

A tre anni di distanza dal volume che ha dato il via alla saga “Luna”, Antonio Alvares torna con il secondo libro: stavolta il fulcro della narrazione non è più la caccia a un assassino, ma un evento: l’Homecoming. È intorno a questo evento – e alla sua attesa – che si intrecciano le storie di quei personaggi (alcuni già conosciuti nel primo volume) arricchendo quel mondo fantascientifico ricco di dettagli e sfaccettature. Tuttavia La notte dell’Homecoming ha un andamento nella narrazione molto più lento rispetto a Il cercatore di Graal, dove emergeva prepotentemente il ruolo di Game Master di Alvares; parecchi momenti del romanzo vengono interrotti nel loro piano sequenziale dall’introduzione di altri filoni narrativi che rischiano di confondere il lettore e che talvolta richiedono una seconda lettura, per evitare la perdita di alcuni elementi fondamentali. Tante le tematiche affrontate, da quelle sociali a quelle politiche senza tralasciare quella ambientale. È quest’ultima che trova una maggiore trattazione rispetto al primo volume e lascia presagire uno scenario che, visti cambiamenti climatici odierni, non sembra appartenere ad un futuro lontano, quanto piuttosto ad un futuro prossimo e quasi ineluttabile; un esempio è dato dalla Foresta Nera che da “immenso tappeto di conifere” a causa di una guerra prima e di speculazione dopo, ha smesso di essere barriera naturale per trasformarsi in un immensa distesa di deserto, dove inquinamento e degrado fanno da padroni. Molto più presente l’aspetto fantascientifico, rispetto al primo romanzo, ma reso del tutto plausibile agli occhi del lettore che continua a restare affascinato da questo mondo simile al nostro, eppure assai diverso.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER