Mai gridare al lupo

Mai gridare al lupo
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È con una convocazione al Dominion Wildlife Service (Agenzia del Ministero dell’ambiente canadese istituita nel 1947 per il controllo e la tutela della fauna selvatica) che inizia l’avventura del naturalista e biologo Farley Mowat nel regno dei tanto temuti lupi artici. Il problema del Canis lupus sembra essere diventato di importanza nazionale da quando oltre trenta membri della Camera dei Comuni hanno inviato al Dipartimento altrettanti memorandum per esprimere la profonda preoccupazione degli elettori riguardo alla carneficina di caribù in atto. Poco importa se la maggior parte dei reclami arrivano da gruppi civici e “disinteressati come i vari club di caccia e pesca” e che “i membri della comunità imprenditoriale, in particolare i produttori di alcune ben note marche di munizioni, hanno prestato il peso della loro influenza a sostegno di queste legittime lamentele”. Il governo è deciso a far fronte a questa intollerabile situazione e si aspetta da Mowat un’esaustiva relazione che avalli la decisione di prendere seri provvedimenti nei confronti del lupo, unico colpevole del massacro di caribù nella tundra artica. Il giovane biologo parte alla volta di Churchill, sulla costa occidentale della Baia di Hudson; da lì raggiungerà la sua destinazione finale: le lande desolate delle Barren Lands subartiche. Carico di attrezzatura scientifica ma anche di un vero e proprio armamentario, Mowat non immagina nemmeno come sarà il suo soggiorno nelle terre desolate del grande Nord...

Etologo, scrittore e biologo canadese, Farley Mowat ha pubblicato una grande quantità di romanzi e saggi molti dei quali incentrati sulla sua attività di naturalista. Sempre impegnato in prima linea, famose sono le sue battaglie per migliorare la vita degli Inuit agli inizi degli anni Cinquanta del secolo scorso. L’attenzione di Mowat verso questa popolazione che imparò a conoscere durante uno dei suoi tanti viaggi, permise un vero e proprio cambio di rotta da parte del governo canadese che fino a pochi anni prima addirittura negava l’esistenza di questa etnia. Non solo, Mowat ottenne riconoscimenti per la sua attività di promozione della conservazione della fauna selvatica nel nord del Manitoba e la sua sincera ed appassionata attenzione per l’estinzione delle specie selvatiche permea anche tutto questo lungo racconto – a metà tra diario e romanzo – in cui il lupo artico la fa da protagonista. Siamo nel 1948 e il giovane Mowat viene inviato nelle desolate lande artiche affinché confermi – dall’alto della sua competenza scientifica – che l’unico responsabile delle stragi di mandrie di caribù è il lupo artico e che per questo motivo un intervento di contenimento della specie è più che giustificato. Dopo il disagio delle prime settimane e qualche disavventura al limite del comico, Farley impara a conoscere da vicino lo straordinario lupo artico; impara ad apprezzare le regole del branco e scopre non senza sorpresa di non avere di fronte una bestia sanguinaria ma un essere preoccupato del benessere del gruppo e dei piccoli in particolare. Scopre che dietro alla strage di caribù c’è la mano avida dell’uomo e scagiona questo bellissimo animale da accuse che purtroppo di tanto in tanto si rinnovano anche oggi nel nostro Paese. Nel 1983 dal libro è stato tratto il film di Carroll Ballard Never cry wolf.



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