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Melissa Parker e l'incendio perfetto

Melissa Parker e l'incendio perfetto
Maidstone, Inghilterra, 1974. L’undicenne Debra Sheperd urla nel sonno durante uno dei soliti incubi che ultimamente la perseguitano, e si sveglia con fronte e ginocchia sanguinanti. Pochi giorni dopo, suo padre Ted legge sul giornale la testimonianza di un muratore che sostiene di aver investito proprio in quella notte una ragazzina sui dieci anni e di averla ferita alla testa e alle ginocchia, ma che poco dopo la bambina è scomparsa misteriosamente. Nel 1965 nella stessa zona era stata investita una ragazza di nome Melissa Parker, che due giorni dopo avrebbe dovuto sposarsi: l’auto guidata da un giovane l’aveva falciata e trascinata prima di prendere fuoco carbonizzando il cadavere della povera Melissa. Che ora sembra essere tornata dalla tomba, perché fa visita a Debra e le insegna a generare fuoco dal nulla. E una di quelle notti, un rappresentante di cosmetici – un tipo tranquillo e posato, forse persino un po’ goffo – sta percorrendo l’autostrada nei pressi di Maidstone poco dopo mezzanotte quando nota una ragazzina sul ciglio della strada. Preoccupato si ferma e decide di darle un passaggio a casa: la bambina dice di chiamarsi Melissa e lo porta sotto casa degli Sheperd: lui scende per citofonare e avvertire il padre Ted, ma l’uomo risponde alterato che sua figlia Debra – Debra, non Melissa – è al sicuro nel suo letto e non certo in giro per autostrade a quell’ora di notte. Quando il rappresentante si gira verso la macchina per indicare al signor Sheperd Melissa, lei non c’è più…
Danilo Arona continua e approfondisce la sua esplorazione di alcune tra le leggende metropolitane più oscure e suggestive, quella del cosiddetto ‘fantasma dell’autostrada’ e quella dei suicidi indotti dal virus informatico Melissa, mettendole in correlazione con un ‘classico’ da X-Files: l’autocombustione di oggetti e persone. Mutuando dal riuscitissimo Cronache di Bassavilla la formula fiction+ritagli di giornale+tracce sul web, Arona - vecchia volpe del fantastico italiano - scava nello strato più profondo dell’immaginario collettivo, sempre lasciando il lettore nel lancinante dubbio sulla veridicità di ciò che sta leggendo pagina dopo pagina, finché realtà, ipotesi e fantasia si confondono in un mix straniante e suggestivo. Melissa Parker e l’incendio perfetto (sebbene la grafica della copertina e l’allusione nel sottotitolo al ‘primo episodio di una saga horror’ facciano pensare più a un fumetto alla Dylan Dog che non all’appeal a la Koji Suzuki piemontese del buon Danilo) ci insegna - qualora ce ne fosse ancora bisogno – che per parlare di fantasmi non c’è bisogno né di manieri né di manierismi, e che il ciglio di un’autostrada va benissimo per mettere i brividi. Se poi poco prima sei passato anche a fare rifornimento di benzina, i brividi peggiorano pure.

Leggi l’intervista a Danilo Arona