Miliardario a cinque stelle

Miliardario a cinque stelle

Walter Chao tempo fa ha deciso che un giorno sarebbe diventato ricco, smisuratamente ricco. È cresciuto nella Malesia rurale e uno dei suoi programmi televisivi preferiti da ragazzino era una serie ambientata in uno studio legale da qualche parte in America. Walter non ricorda assolutamente nulla delle vicissitudini sentimentali raccontate negli episodi del telefilm che, tra l’altro, non gli interessavano affatto. Ricorda perfettamente, invece, la sequenza d’apertura: una panoramica di grattacieli in vetro e metallo, persone in abiti eleganti e ventiquattro ore in mano che svanivano al di là di porte girevoli, il flusso senza fine di traffico sulle superstrade affollate. E, ogni volta che guardava queste immagini iniziali, Walter pensava che un giorno avrebbe posseduto anche lui un palazzo come quello e una torre intera piena di gente industriosa, impegnata a lavorare senza sosta. Phoebe, da quando è arrivata a Shanghai, ha cominciato a tenere un diario, dove annota ogni giorno le sue paure e le sue ambizioni. E lo sta facendo anche ora, mentre è seduta in un bar all’occidentale poco distante da Huaihai Lu. Le vie, all’esterno, sono parecchio affollate, perché è sabato, anche se Phoebe non avverte più una distinzione netta tra weekend e giorni feriali. Ogni giorno è uguale a quello successivo, e tutti le sembrano ugualmente senza scopo. Justin CK Lim è arrivato a Shanghai nell’estate 2008, aspettandosi un clima temperato, ma l’estate si è protratta fino a settembre inoltrato e persino dietro i cancelli del complesso residenziale a Pudong, dove viveva, l’aria sembrava inerte. Nel corso delle prime settimane, ha faticato a farsi un’impressione della città. In quei giorni, l’autista andava a prenderlo da casa ogni giorno e lo accompagnava ad una serie di riunioni, che venivano regolarmente intervallate da colazioni di lavoro. Poi ogni giornata si concludeva inevitabilmente con una sontuosa cena e questa, col tempo, è diventata un’abitudine...

Shanghai, la città dei sogni, la New York orientale, il luogo in cui tutto può accadere, il cuore pulsante dell’economia e della finanza asiatica è la vera protagonista del romanzo di Tash Aw, scrittore nato a Taipei da genitori malesi e attualmente residente a Londra che, con una scrittura elegante e accurata, paragonata spesso a quella del premio Nobel per la Letteratura nel 2017 Kazuo Ishiguro, racconta di storie di vita complicate e piene di insidie. È nella città che offre a tutti la possibilità di emergere e di fare il grande salto nella vita che approdano cinque personaggi diversi, cinque esistenze, perseguitate da un passato dal quale tentano con ogni mezzo di fuggire, alla ricerca del riscatto e della rinascita. Phoebe, Gary, Justin CK Lim, Leong Yinghui e Walter Chao sono nomi che racchiudono aspirazioni, sogni e passati diversi; sono vite che in qualche modo si intrecciano e si lasciano ammaliare dalla città che li attira con le sue lusinghe e le sue promesse, nascondendo il suo vero volto, il volto di un luogo luccicante e spietato, un luogo in cui convivono l’opulenza estrema e la più nera miseria, un luogo capace di distruggere sogni o progetti con la stessa facilità con cui li sa alimentare. E mentre il ritmo di vita frenetico fagocita le speranze di Phoebe, Gary e gli altri, esplodono le loro paure e i loro sentimenti più riposti ed esce allo scoperto la solitudine profonda e senza scampo dei personaggi, gravati dal peso di una società in cui tutto, a partire da ciascuno di loro, è falso. Tash Aw fotografa, con una prosa completamente priva di orpelli, una società che nasconde, dietro la promessa di facili successi, la sua vera anima, anima di cui la città di Shanghai, con le sue luci e con i suoi colori sgargianti che incantano ed irretiscono, si fa simbolo e contro cui non resta che ordire la più elaborata e scrupolosa delle vendette.



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