Miss Rosselli

Miss Rosselli

L’11 febbraio del 2016 lo scrittore e poeta Renzo Paris viene invitato a un convegno per ricordare, a vent’anni dalla morte, una delle più grandi poetesse del nostro Paese, Amelia Rosselli. Intanto che aspetta di parlare torna con la mente a quando, anni prima, era andato a citofonare a casa della Rosselli e l’aveva trovata distante, fredda, preda delle sue paranoie. Di lì a poco l’avrebbero ricoverata in una clinica psichiatrica per cercare di contenere i suoi problemi psichici. Dopo due anni da quel convegno l’autore sente la necessità di recarsi al cimitero acattolico di Roma dove è seppellita la Rosselli per provare a superare quel cancello che, per ben ventidue anni, non è mai riuscito a varcare. Dopo la visita alla tomba dell’amica, immaginando la sua ultima ora, si siede al computer e comincia a ricostruire i pensieri della donna. Gli spettri la perseguitano, non mangia e non beve per timore di essere avvelenata, si è barricata in casa e, senza farmaci, è ripiombata nel terrore della sua malattia. Ha creduto di intravedere dallo spioncino un uomo biondo che è andato a prenderla per spararle in testa. Amelia sente le voci ed è convinta di essere perseguitata dalla CIA che trama contro i comunisti e che quindi è giunta la sua ora. Pensando di non avere più scampo apre la finestra, scavalca l’inferriata e si lascia cadere dal quinto piano giù nel cortile. Un tonfo da nessuno sentito. È l’11 febbraio del 1996, lo stesso giorno in cui un’altra grande poetessa – Sylvia Plath, da lei molto amata – si era tolta la vita anni prima. Figlia dell’esule antifascista Carlo Rosselli assassinato dai camerati francesi quando lei aveva solo dieci anni, dall’accoltellamento del padre e dello zio Nello Amelia cominciò ad avere problemi psichici che provò a curare affidandosi a vari psicoanalisti e a elettroshock in istituti psichiatrici. La sua schizofrenia paranoide, che per pudore chiamava “morbo di Parkinson”, cercò di tenerla nascosta anche agli amici più cari… La foto è di Dino Ignani.

Renzo Paris, scrittore e poeta che insieme ad altri ha fatto parte della cerchia di amici della poetessa, racconta la vita di Amelia Rosselli toccando con delicatezza, attraverso la sua opera poetica, aspetti della vita interiore ricchi di ombre e spaventosi fantasmi. Come custode di un mondo scomparso, ne fa un libro di spettri e di ossessioni raccontando di Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Ignazio Silone, Dario Bellezza e Rocco Scotellaro con il quale Amelia Rosselli ha avuto un rapporto molto intenso, interrotto dalla morte prematura del poeta colpito da infarto che minerà la sua già precaria psiche. Racconta la sua amicizia con la poetessa e ci introduce nella famiglia, nella malattia, nei rapporti con gli artisti che le gravitavano intorno, il lutto mai elaborato dell’assassinio del padre. Un libro che svela retroscena interessanti riportando alla luce l’atmosfera poetica di quei tempi. Cercando i segni della sua presenza in una Roma ormai molto diversa, Renzo Paris cerca di evocarla in questo scritto biografico anche affidandosi ai ricordi di chi Amelia l’aveva incontrata, offrendo a tutti un’occasione per conoscere meglio la grande poetessa.



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