Moda e metropoli

Moda e metropoli
“La moda è l’imitazione di un modello dato capace di soddisfare il bisogno di appoggio sociale, di condurre il singolo sulla via percorsa da tutti, di fornire un universale che sia capace di ridurre il comportamento del singolo a mero esempio”. Essa nasce da due “tendenze sociali”: il “bisogno di coesione” e la “differenziazione”. E cioè: la classe sociale “più elevata” lancia una moda e i suoi membri prendono a seguirla (“uguaglianza sociale”), ma non appena i componenti della classe sociale inferiore saranno riusciti anch’essi ad imitarla, questa moda cambierà (“differenziazione individuale”) e così “il gioco” potrà “ricominciare da capo”. All’interno della collettività predominante, la moda esprimerà contestualmente “l’impulso all’eguaglianza” e quello “all’individualizzazione”: ci sarà chi le si conformerà totalmente (uguaglianza) e chi invece le si uniformerà dandole “una sfumatura individuale”: o ne accentuerà le caratteristiche oppure la imiterà nel senso opposto e cioè si porrà “intenzionalmente fuori moda”. Dunque, la vitalità della moda risiederà nel suo nascere convinta di “vivere in eterno”, nel suo morire dopo essere stata imitata universalmente (cioè dalla classe dominante e da quella inferiore) e nel suo successivo e continuo rinnovarsi. Nella vita moderna l’individuo cerca di preservare la propria individualità e il proprio sentire dal “sopravvento della società, dell’eredità storica, della cultura esteriore e della tecnica”, ma l’organizzazione sociale consiste nella metropoli, all’interno della quale, a causa della “varietà della vita economica, professionale e sociale”, l’individuo per sopravvivere deve “reagire con la testa e non con i sentimenti”, non a caso in essa il denaro “grigio, piatto e opaco” è “il denominatore comune di tutti i valori”. Inoltre, l’ampiezza della metropoli è in continuo aumento come lo sono il numero dei suoi abitanti e la concorrenza lavorativa, così se da un lato gli individui godono di una certa libertà personale (“l’uomo metropolitano è libero rispetto alla meschinità e ai pregiudizi che caratterizzano la vita in una piccola città di provincia”), dall’altro per sopravvivere devono “dare prova di una singolarità e una particolarità estreme” e questo a discapito dell’intimità dei rapporti...
Moda e metropoli è un prezioso libricino composto di due lungimiranti saggi brevi scritti dal filosofo e sociologo tedesco Georg Simmel. Questi due ‘giudiziosi’ gioiellini restituiscono le riflessioni simmeliane sull’individuo e sono intitolati: La moda (1911) e La metropoli e la vita dello spirito (1903). In particolare, ne La moda, il sociologo tedesco pone l’accento sul continuo e repentino evolversi delle cose materiali ed esteriori che appartengono all’uomo e sulla circostanza che tali cambiamenti estetici sono mutamenti di massa e diventano sintomi prodromici di un mutare sociale che è sempre più influenzato dall’impersonalità dell’agire (la massa imita e non crea) e dalla netta separazione tra chi detta una linea di tendenza (alcuni membri della classe dominante) e chi ascolta il dettato (restanti membri della classe dominante e classe inferiore). Ne La metropoli e la vita dello spirito, lo sguardo è invece rivolto alla spiritualità dell’uomo che viene sacrificata per accedere alla società moderna tutta impastata nel perfezionismo esasperato, nell’indifferenza e nel vile denaro. L’uomo sconfitto nella sua umanità diventa allora il simbolo di una società vittoriosa nel suo sviluppo tecnologico. In entrambi questi lavori, Simmel non propone l’individuo singolarmente preso, bensì lo rivela nell’intento di relazionarsi ai suoi simili e nell’atto di inserirsi all’interno della società, e lo mostra: debole perché bisognoso dell’appoggio e dell’esempio del branco per sentirsi vincente; privo di originalità perché proteso a imitare piuttosto che a creare; asociale e misero perché asetticamente solo anche all’interno di un’ampia metropoli brulicante di esseri umani. Sono riflessioni cocenti e attualissime, veri e propri punti di riferimento nell’osservazione della società moderna. 

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