Modello dal vero

Modello dal vero

Guardando Louise mentre fa il bagno, Joann riflette sul fatto che non l’ha mai disegnata. Una scelta che riguarda solo lei e che gli dà la cifra di quanto sia innamorato; tutte le sue altre compagne, da quelle del liceo sino all’ultima prima di Louise, sono finite ritratte su pezzi di carta più o meno pregiati trasformandosi in quadri, schizzi personali e bozzetti. Una sua compagna di classe gli aveva chiesto un ritratto: non uno qualsiasi, ma qualcosa che fosse adatto a esser trasformato in un tatuaggio. L’aveva disegnata come un angelo, un “ritratto fatto con molta applicazione, sembrava un disegno dell’album dei Genesis A Trick of the Tail che lei poi si era tatuata sul pube. Un disegno che a ripensarci ora, mentre gioca con l’acqua tiepida della vasca e osserva gli occhi verdi di Louise attraverso la maschera di argilla che si messa sul viso, gli fa comprendere perché lei non è mai stata il soggetto dei suoi disegni. Per lo stesso motivo per il quale neanche sua madre ha mai posato per lui per un ritratto dal vero. Perché “quando si accumulano dipinti e disegni, significa soprattutto che ci si proibisce qualcosa. Il ritratto è la follia che si aggrappa al pennello quando il giro è finito”. Quando si ha la certezza di non possedere quella persona ritratta fino in fondo, e allora la si cerca di trattenere attraverso la matita e la carta...

Joann Sfar, oltre che registra, artista, attore, produttore francese e fumettista (nel 2019 ha vinto il premio Anderson per miglior fumetto con il suo Piccolo Vampiro), si diletta anche come romanziere. E Modello dal vero, a metà tra racconto biografico e riflessione sull’arte e sulla pittura, è un romanzo che pone una attenta riflessione su un tema tanto delicato quanto attuale: la molestia. Protagonista è lo stesso autore, che un giorno viene svegliato dalla direttrice della École des Beaux-Arts di Parigi - dove lavora come insegnante. Il motivo è la necessità di organizzare, in poco meno di due ore, un incontro voluto dalla ministra della cultura sul tema delle disuguaglianze tra generi e sulle molestie sessuali. Un incontro al quale intervengono come “super indignati” due maschi bianchi dell’alta borghesia, sedicenti esperti di molestie e di difesa delle donne. Un episodio che indigna Sfar e lo porta a chiedersi quanto quanti e quali tipi di molestie una donna (ma anche un uomo, costretto a “mettere energia nel comportarsi bene per meritarsi di non essere marchiato a priori come mostro”) subisca oggi e il ruolo svolto dall’arte su questa tematica. Così come la letteratura, anche la pittura è uno strumento per l’elaborazione del quotidiano; una sorta di lente attraverso la quale guardare il mondo esterno e interpretarlo. Un filtro in grado di “trasformare la fascinazione (e il desiderio, ndr) dell’altro in una immagine”. E così il montaggio di una barriera per difendere le provviste dalla voracità del proprio cane diventa il punto di partenza per riflettere sul “l’atto di fede” che un disegno fatto secondo un modello dal vero trasmette su carta; la crisi di una sua allieva, invece, fornisce l’aggancio per chiedersi cosa sia oggi l’artista, come sia evoluta la sua figura e se è ancora corretto porsi una domanda del genere; gli apprezzamenti sul lavoro fatti alla sua compagna, per sottolineare come una donna possa anche essere molestata pur non subendo una violenza fisica ma psicologica. Una scrittura travolgente, ricca di ironia e verità nella quale è racchiusa una riflessione tanto banale quanto vera: “Se si è fieri di quello che si è, non si costringerà mai nessuno a fare niente. Non si tollererà di usare la propria posizione gerarchica o professionale per sedurre. Non si accetterà di andare a letto con una persona che è sbronza o non sa quello che fa. Non si farà mai ricorso alla volgarità o alla forza. In un mondo in cui l’uguaglianza tra i sessi è totale, una donna non avrebbe bisogno di un uomo che la protegga. Un mondo ugualitario è una società in cui le donne possono spaccarti la faccia se ti sei comportato di merda. Ma non siamo ancora in questa società”.



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