Morti, ma senza esagerare

Morti, ma senza esagerare

Vera ha perso entrambi i genitori in un incidente stradale. Ha solo trentasei anni, è una donna responsabile e razionale, ma non riesce a capacitarsi all’idea che sua madre e suo padre se ne siano andati di colpo, loro che non avevano avuto mai neanche un’influenza. Dopo il funerale Vera torna nella casa di famiglia per perdersi nei ricordi, indossando la vestaglia di sua madre e piangendo tutta la notte, esprimendo solo un desiderio: che i suoi genitori tornino indietro. E il giorno dopo, senza farsi attendere, li ritrova in cucina a preparare il caffè e la colazione, pimpanti come lo sono stati anche in vita. Il desiderio sembra essersi avverato, e sua madre e suo padre sono tornati proprio per accontentarla a ogni sua richiesta. Non solo, sono felici di assecondarla nei capricci, e di ascoltare tutte quelle parole d’amore che Vera si era tenuta dentro per troppi anni. Ma non sarà forse un po’ ingombrante tornare a vivere con mamma e papà a trentasei anni?

In questo Morti, ma senza esagerare Fabio Bartolomei affronta il tema difficile della morte di un proprio caro. È un romanzo semplice e commovente nella sua brevità (circa 180 pagine). Il tono utilizzato è sbarazzino, intervallato dalle battute sarcastiche della madre di Vera, Matilde Valeno detta Veleno, che contribuiscono ad alleggerire la tensione. Con lo svolgersi della trama si scopre che la forza di Vera è una maschera che nasconde una trentaseienne che si ritiene matura, ma porta i vestiti a lavare dai genitori durante il weekend. Il ritorno dall’aldilà viene descritto con una semplicità che spiazza, così come sorprende l’originale trovata di dipingere i genitori risorti come due fantasmi che si attivano solo per soddisfare le richieste della figlia. Durante i mesi dell’assurda convivenza, Vera si riscopre bambina, afflitta dalla paura dell’abbandono (non vuole uscire di casa per il timore che possano sparire), e rivive un immaturo periodo di ribellione adolescenziale, in cui i bisogni dei genitori e la sua volontà di libertà collidono. A poco a poco, Vera capisce che andare avanti nella vita non significa dimenticare quelli che ci sono stati vicino. È vero, vorremmo che i nostri genitori vivessero per sempre, ma forse ha senso che vadano via, e che ci lascino liberi di avere un nostro posto nel mondo.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER