Mystic River

Mystic River

Boston, 1975. East Buckingham è un quartiere di piccoli empori, parchi giochi, macellai e bar irlandesi a ovest del centro. Gli abitanti dei Flats, a sud del quartiere, sono tutti in affitto, mentre quelli del Point, a nord, sono i proprietari. Jimmy e Dave vengono dai Flats, mentre Sean vive al Point, appena dodici isolati più in là. Nonostante la gente dei Flats e quella del Point non si frequenti molto, il padre di Jimmy è ospite di quello di Sean ogni sabato pomeriggio per qualche birra e porta con sé suo figlio. Dave un padre non ce l’ha, ma da Jimmy non riesce proprio a staccarsi ed è così che i tre ragazzi stringono un’amicizia fatta di giochi tra i muri di ghiaia e gite in metropolitana senza meta. Jimmy è decisamente il collante di quest’amicizia: Dave lo adora e Sean è attratto dal suo essere ribelle. Ma proprio il carattere di Jimmy è la miccia che fa scoppiare qualche lite ogni tanto: scaltro e dominato da un ego potentissimo, Jimmy ama le attenzioni e le sfide. Ma un litigio in particolare non lo dimenticheranno mai. Durante una rissa vengono colti in flagrante da due misteriosi agenti di polizia su un’auto marrone lunga e squadrata che, dopo una ramanzina, costringono Dave a salire a bordo e lo portano via, lasciando gli altri due amici sgomenti e terrorizzati. Dave torna a casa dopo quattro giorni ma non è più lo stesso. Così come l’amicizia dei tre ragazzi, che da quel momento comincerà a sgretolarsi per finire del tutto. Jimmy, Sean e Dave si incontrano di nuovo tutti insieme venticinque anni dopo a causa di una triste circostanza: la figlia diciannovenne di Jimmy sparisce misteriosamente e viene trovata senza vita, Sean è il poliziotto assegnato al caso e Dave si comporta in maniera sospettosa, tormentato dai fantasmi del suo passato…

Non solo un gran film targato Clint Eastwood ma, prima ancora, un appassionante romanzo thriller firmato Dennis Lehane, avvincente per la trama ma anche e soprattutto per la profondità dell’analisi introspettiva. Innanzitutto una scrittura piacevolmente semplice ed estremamente scorrevole che ci trasporta in un batter d’occhio dall’inizio alla fine della vicenda, senza però farci mancare l’ebrezza del colpo di scena. Un libro che si legge davvero velocemente, ma una volta finito sembreranno passati anni, data l’intensità degli eventi e delle descrizioni. Ma più che nella trama, che rimane pur sempre appassionante e a tratti sorprendente, la genialità di Dennis Lehane sta nella sua capacità di condurre un’approfondita analisi di tematiche quali il bullismo, la pedofilia, i traumi infantili o il degrado sociale dei quartieri più poveri. E lo fa a piccole dosi, proponendoci iniezioni d’introspezione associate al brivido. Alla forte carica adrenalinica, Mystic River associa una forza emotiva rara per un thriller, facendo di mistero e tensione un mezzo per stupire doppiamente chi legge. La suspence carica gli eventi ma è anche portatrice di un messaggio molto forte che, alla fine della storia, sarà capace di colpire chi legge almeno quanto il finale. Con Mystic River, Dennis Lehane ha vinto nel 2002 il Premio Barry per il miglior romanzo, confermando definitivamente e meritatamente il suo straordinario successo come autore thriller.



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