Nel corridoio della notte

Caterina, insegnante di lettere - trentacinque anni circa, snella ma non altissima, occhi castani, caschetto biondo, naso all’insù, labbra colorite, piccole e sottili - entra nel caffè di Rocca Piscopo, località in cui vive da pochi mesi, e viene subito accolta dal saluto enfatico e mellifluo del suo condomino nonché proprietario del piccolo e vetusto palazzo di via Odoacre Barbieri in cui risiede, Omero Paldi, un vegliardo tozzo, grasso, per l’occasione vestito con un completo di lana grigio con tanto di gilet, soprabito, sciarpa rossa e borsalino nero, che allarga il suo faccione rubizzo in un sorriso. Canuto ma quasi glabro, con un’evidente pappagorgia, si prodiga addirittura in un baciamano… C’era una volta, tanto tempo fa, nella cittadina di Rocca Piscopo, un bambino di nome Marcello. Bambino però solo nell’anima: nel fisico infatti è decisamente adulto. Per questo è vittima di terribili scherzi, che lo fanno piangere… Enrico raggiunge il suo amico Carlo a casa per fargli gli auguri di compleanno: è quasi incredibile che se ne sia ricordato, e gli ha persino fatto un regalo. Avvolto nella plastica, nel bagagliaio della sua macchina, ha tutta l’aria di essere un corpo umano…

Tutti siamo potenziali assassini. Per i più vari motivi. In ognuno di noi alberga il male. C’è chi lo sa gestire. Chi no. Chi lo rifiuta, chi lo condanna, chi lo evita, chi lo provoca, lo istiga. Chi lo pratica, nelle maniere più efferate e perverse. I racconti dell’orrore sono del resto una sorta di evoluzione della tragedia antica nella sua funzione catartica, ossia di rappresentazione del male, e soprattutto dei suoi effetti, per fare in modo che chi vi assiste se ne tenga discosto, affinché non crei danno alla società e al collettivo, così come il mito e la favola servono a veicolare in modo semplice contenuti difficili, a mettere in guardia. Salvatore Napoli, giovane dottore in Lettere ed esperto di scienze della storia e del documento, padroneggia con abilità gli stilemi del genere, costruendo al tempo stesso un collage di cinque racconti (che possono essere letti anche non seguendo l’ordine scelto dall’editore, e in nessun modo si perderà in compiutezza) classici ma originali, interessanti, particolarmente sfaccettati, che inducono alla riflessione anche per il gran numero di temi e di riferimenti etici, politici, culturali, in special modo cinematografici, che fanno venire alla mente.

 


 

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