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Nel cuore dell’inverno

Nel cuore dell’inverno

Paul Déroulard, noto deputato cattolico francese, ritiratosi con degli amici nel proprio studio dopo una cena, crolla pesantemente al suolo tra gli sguardi attoniti dei presenti. Sebbene tutti gli elementi sembrino ricondurre la causa della morte ad un infarto per un attacco di collera improvvisa, una ‘galeotta’ scatola di cioccolatini azzurra con il coperchio rosa induce Poirot a riconsiderare il puzzle… Se c’è un fatto che l’infallibile Miss Marple non si è mai perdonata, è non essere arrivata in tempo a salvare la vita alla povera Gladys Sanders. Aveva sorpreso il marito di costei inscenare incidenti per determinarne la morte e, da quel momento, aveva cercato di salvaguardarla; eppure, un giorno proprio l’anziana signora viene chiamata in una camera d’albergo a riconoscerne il corpo adagiato accanto a un cappello… Una superstizione sostiene che è di buon auspicio per una casa che il primo a varcare la soglia il giorno di Capodanno sia un uomo bruno. E fortunatamente dopo il brindisi di mezzanotte, a casa Conway – nota nel West Kidleby per essere infestata dal fantasma dell’ex proprietario morto suicida – si affaccia il signor Quinn a fare luce proprio su quella strana faccenda apparentemente passata, ma così incredibilmente presente… La bionda signorina Deane, figlia di un rettore nella parrocchia di Little Hampsley, eredita da una vecchia zia la Casa Rossa (e la sua cameriera) e la rende una pensione per viaggiatori destinata, tuttavia, a non decollare. Quasi sul punto di vendere la proprietà ad un inaspettato acquirente, si rivolge agli investigatori Tuppence e Tommy per scovare il poltergeist responsabile delle stranezze della casa, ma i due scopriranno che dietro tutto c’è, invece, una caccia al tesoro nascosto proprio all’interno dell’edificio e la cui localizzazione è affidata a un giardiniere, a una ricetta e una filastrocca…

Nel cuore dell’inverno è una deliziosa raccolta di racconti della “Regina del Crimine” che mantiene la promessa editoriale, contenuta in premessa, di essere una perfetta lettura per le giornate invernali che si allungano di fronte al camino. Fil rouge che lega quasi tutti i capitoli è lo svolgimento delle vicende nel giorno di Natale o San Silvestro o, in generale, durante le feste natalizie, forse per evocare che in tali circostanze ricorrono i momenti familiari, fonte di gioia ed entusiasmo, ma altresì spesso trascinanti segreti o motivi di rancore e risentimento, tema assai caro all’autrice. Protagonisti sono i personaggi ricorrenti delle sue opere: dall’amabile Miss Marple all’acuto Poirot, passando dal misterioso signor Quinn che, come un deux ex machina, compare a chiarire i misteri su cui passato e presente sono intrecciati indissolubilmente. Sebbene, a differenza di romanzi quali Assassinio sull’Orient Express o Dieci piccoli indiani, la trama non sia particolarmente complessa, anche grazie allo stile semplice, non mancano quelle poche necessarie descrizioni, ricche di dettagli e sfumature apparentemente sottili, che rappresentano la chiave di volta nella risoluzione dell’enigma. Inoltre, come già in altre opere, emerge il tratto distintivo dell’autrice che incastona il classico schema di una morte improvvisa, avvolta da un alone di mistero, subito ricondotta alla motivazione più evidente e alla persona più scontata, capovolta, poi, però, da un dettaglio che getta l’ombra sull’insospettabile, con lo spettro di tutte le debolezze umane: ne sono esempio l’egocentrismo quasi narcisista di Poirot, fino a tutte quelle degli assassini, come l’avidità della cameriera Crockett o la lussuria del maggiore Curtiss e anche delle vittime, come la golosità di Déroulard. Questo tocco peculiare della Christie rende ogni racconto interessante, mai banale perché conduce il lettore non soltanto ad un esercizio di ginnastica mentale, ma soprattutto ad una riflessione sui vizi e sui capricci del genere umano, senza imbevere la storia di un’ipocrita criticismo che lo allontanerebbe; anzi, il curioso risultato è proprio che egli a volte si trova più simpatetico con l’assassino che con gli astanti presenti al suo smascheramento.