Nevernight – Mai dimenticare

Nevernight – Mai dimenticare
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Capelli corvini e pelle diafana che odora di latte, un gatto a scortarla sui tetti. Nascondersi tra le ombre è una delle sue peculiarità, tessere fili di ragno in un mondo oscuro di cui è creatura e creatrice è ormai una consuetudine. Uccidere, è il suo compito. Quando Mia si materializza sotto gli occhi pieni di lussuria del carnefice, non può che leggervi la paura che incute. Ha solo sedici anni lei, mentre il suo stiletto di necrosso bianco scintillante gli trapassa il collo e incrocia la spina dorsale, mentre lui si dimena impotente e rifiuta l’ineluttabile fine, mentre con l’ultimo rantolo si spegne e rovescia gli occhi. Poi solo sangue, fiotto dopo fiotto, il dovere è compiuto e lei ha dimostrato il suo valore, gli insegnamenti di Mercurio hanno fatto di Mia Corvere una perfetta assassina di assassini, colei che in questa illuminotte che non ha fine percorre la strada dell’ombra. Adesso deve salpare oltre la città di Godsgrave, entrare nella Chiesa Rossa e servire la Madre, presto, prima del primo cambio di Septimus. Il veloce brigantino la porterà lontano, ma il ricordo dell’uomo appena ucciso le resta attaccato alla pelle come il sale portato dal vento. La morte la insegue, la morte lei esegue, la morte è la sua vera compagna di viaggio…

Ecco il primo volume della trilogia fantasy pluripremiata dell’australiano Jay Kristoff, gli accadimenti di Illuminotte iniziano qui: Mia, la ragazza chiamata Corvo, Figlia Pallida o ancora Incoronatrice, illumina d’ombra l’universo tetro e misterioso architettato dallo scrittore. Un mondo illuminato da tre soli che non tramontano mai, una scuola di apprendisti assassini, una vendetta da compiere a qualunque costo. Se qualcuno ha osato paragonare la Chiesa Rossa alla Hogwarts dei cattivi forse ci ha visto giusto, anche qui le giornate sono scandite da lezioni, maestri, esami da superare, il tutto però in nome di un sapere oscuro. Accattivante la scrittura, convincente e precisa la descrizione di luoghi e personaggi, il nome Kristoff può a buon titolo figurare tra quelli di Stephenie Gerber e Clarissa Clare, che di fantasy se ne intendono eccome. Le Cronache di Nevernight (i 3 volumi sono stati pubblicati in contemporanea in Italia) si distinguono da molti libri dello stesso genere per complessità, originalità e scrittura cruda: il linguaggio a volte spinto e le numerose scene violente ne fanno dei romanzi adatti a un pubblico più adulto, non degli YA come potrebbero erroneamente sembrare. Ottima la traduzione ma peccato la Mondadori abbia scelto di tradurne anche i titoli, gli originali Nevernight, Godsgrave e Darkdawn risultano più accattivanti. Molto curata la grafica, le copertine bianco/nero in stile tattoo sono senz’altro un punto a favore, anche per chi ancora non fosse convinto a scoprire Kristoff e la sua idea di fantasy.



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