Salta al contenuto principale

Niente caffè per Spinoza

Niente caffè per Spinoza

Livorno, giorni nostri. Maria Vittoria Baroncini, detta Marvi, è alla ricerca disperata di un lavoro. Alla sede ACLI, la Bianchetti e la Tania hanno file di disoccupate come lei a cui dare udienza, tanto che spesso non sanno più che pesci pigliare. Quel giorno, tuttavia, la Tania riceve Marvi con una proposta curiosa: “Forse ho qualcosina per te che sei italiana… un caso un po’ particolare che mi è entrato proprio ora fresco fresco”. Un anziano professore cieco, che vive in un grande appartamento pieno di libri all’ultimo piano di via degli Ebrei, ha bisogno di una persona che legga per lui. Solo leggere, per tutte le altre necessità pare cavarsela. L’uomo vive solo, eccezion fatta per qualche sporadica incursione della figlia Elisa, con bimbe al seguito e marito non pervenuto, e della cognata Vally, una donnina minuta che crede di saperla più lunga di tutti gli altri, spesso con ragione. Marvi si approccia a questo nuovo lavoro con curiosità: tutto pur di stare lontana da casa, da un marito che le parla a monosillabi e un quadro generale tutt’altro che da film. Vorrebbe fare di più per il professore, preparargli il pranzo, riassettare le camere e aver cura delle piantine, ma lui più di tutto ha bisogno di una voce, di occhi che scorrano le pagine a rimpiazzo dei propri. Il primo testo che le chiede di leggergli è L’arte di trattare le donne di Schopenhauer...

Il lavoro dei sogni, non è vero? Passare le giornate a leggere, ed essere pure pagate per farlo. Testi inediti, magari complessi, come Jo March faceva per la zia all’inizio di Piccole donne. Alice Cappagli tocca un tema tutt’altro che inedito e tutt’altro che imprevedibile, ha però l’abilità di descriverlo con leggerezza e semplicità, con uno stile molto personale. Il legame tra i due protagonisti sembra condurre a un epilogo a prova di spoiler, tuttavia ci immedesimiamo al punto che lo vorremmo anche noi, un professor Farnesi alla cui porta ci sia concesso bussare. L’autrice si adopera per farci rispolverare la filosofia studiata a scuola, ma anche a introdurvi con pazienza chi a suo tempo non l’ha conosciuta. Più ancora, ci ricorda che la filosofia non è solo una disciplina aulica e un po’ difficile, ma un insieme di insegnamenti che combaciano con molti aspetti, problematiche e decisioni della nostra vita di ogni giorno. O meglio, usando il suo stesso linguaggio: la filosofia è immanente alla vita, non trascendente a essa come in molte e molti potrebbero supporre. Questo romanzo è una dichiarazione d’amore alla lettura, ma anche al pensiero che sta dietro la scrittura, che nei secoli l’ha resa possibile.