Nostra signora delle ceneri

Abigail vive a Roma con i genitori, si è trasferita da poco. Due anni prima, a Perugia, un incendio ha distrutto la biblioteca in cui lei e sue due amiche si trovavano per una ricerca scolastica; lei ne è uscita miracolosamente indenne, ma le due compagne invece hanno perso la vita. Un anno dopo la tragedia Abigail si è presentata davanti ai genitori “completamente nuda e tremante, ricoperta da scure polveri di cenere”, senza una precisa motivazione, o forse con l’intento di provare in parte ciò che avevano provato le compagne, in quel giorno che ha cambiato completamente la sua vita. Le è stato diagnosticato un disturbo bipolare della personalità di livello 1, e in seguito i genitori hanno deciso di trasferirsi con lei a Roma, per cercare di voltare pagina. Un giorno la ragazza si ritrova davanti al celebre cimitero acattolico, così diverso da tutti gli altri cimiteri romani. Entra. Lì, davanti alla tomba del poeta John Keats, appare un uomo sulla sessantina, che si presenta come il custode. Qualche sera dopo, Abigail scavalca il recinto del cimitero, insieme a un ragazzo conosciuto la sera stessa; nel giro di pochi minuti i due si addentrano in cunicoli nascosti che di giorno la ragazza non aveva notato, e dalle tenebre sbuca un volto bianco, cadaverico, demoniaco. Abigail perde i sensi e si risveglia sul divano di Ezechiele, il custode del cimitero, ma allo specchio nota dei graffi che le percorrono tutta la schiena. Intanto Anastasia, ora suora nel monastero di Santa Annunziata e in tempi passati esorcista, riceve suo fratello, commissario del distretto di polizia: si stanno verificando una serie di furti agli ossari di molte chiese d’Europa, nonché a Roma stessa, e il sospetto è che dietro a questi furti ci sia un’organizzazione e un piano preciso…

L’ambizioso romanzo del criminologo Simone Colaiacomo inquadra temi complessi e diversi temi sullo sfondo della Roma dei giorni nostri, che non è solo uno sfondo ma ha dignità da protagonista. Assieme ad Abigail, una diciottenne con un trauma ancora non risolto alle spalle e un’esperienza controversa - che potrebbe apparire come una qualsiasi forma di autolesionismo, ma va ben oltre. Il tema dell’identità è centrale nel suo personaggio, e la ricerca del proprio io la trascina con la mente a fare i conti con il proprio passato, con ciò che più ha squilibrato la sua esistenza. Un evento tragico che forse non è stato del tutto fortuito, forse le fiamme ricoprono un ruolo preciso nella vita della ragazza, senza che lei lo sappia. Nel corso della storia entra in contatto, in maniera casuale questa volta, con membri di due diversi ordini religiosi, che hanno come base lo stesso originario insegnamento, e da essi comincia il suo percorso. La storia di Abigail s’intreccia con quella di Suor Anastasia, alle prese con furti di reliquie e due omicidi a sfondo esoterico avvenuti nel giro di poco, e per giunta nel cuore della capitale, - uno di questi proprio vicino al cimitero acattolico, la sera in cui Abigail si perde nei cunicoli misteriosi. Il romanzo è diviso in piccoli capitoletti e i dialoghi sono essenziali, alternati a frangenti descrittivi sulla storia di luoghi storici romani, o pratiche degli ordini (esorcismo in particolare), la narrazione procede fluentemente. Il tema della religione, dei segreti celati dietro a oscure trame millenarie e tanti altri aspetti ricordano Dan Brown, l’atmosfera di Nostra Signora delle ceneri a grandi linee potrebbe essere paragonabile ad Angeli e demoni, per esempio. Tutti gli eventi sono piccoli pezzi di un puzzle che compongono insieme una realtà più grande, una verità superiore, o semplicemente un agognato equilibrio da ritrovare.

 


 

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