Notti del Sud

Notti del Sud

Il Sud è quello di New Orleans, città di meticciato e continua immigrazione, che però non è mai riuscita a diventare cosmopolita. È la Grande Babilonia dove confluiscono inevitabilmente le storie di gente di un altro Sud, quello profondo del Mississippi isolato e depresso, o quello delle paludi circostanti, fatto di case con backyard pieni di rottami, obesità, esaltazione religiosa, incesti, stupri silenti ed armi da fuoco, dove si diventa ciò che si è. Le notti sono senza Stella Polare, ognuno cerca la propria, come Bet e Cutie che, unite in una relazione esclusiva e totalizzante nata in carcere, fondano una loro religione del femminile che si pratica con lo sterminio programmato del genere maschile. Come Cleon Tone, già reverendo della Chiesa del Punto a Capo in Arkansas che, dopo successo e ricchezza, è caduto in disgrazia a causa di uno scandalo sessuale ed ora vaga elemosinando per le strade di New Orleans; la sua nuova ascesa ripartirà da 100 dollari che due escort transessuali gli lasciano nel cappello dopo aver rapinato dei clienti. Waldo e Kicz invece fanno affari importando armi, quasi tutte di provenienza cinese, che vendono soprattutto alla destra bianca dell’Idaho ed ai separatisti neri californiani... Ovunque, movimenti anti abortisti pronti ad uccidere in nome della sacralità della vita, o culti underground radical-femministi come quello di Hilda Lessons, la cui genealogia rimanda a storie inquietanti e si basa sulla presunta discendenza da Sorella Lessons, il cui successo come leader e predicatrice intriso di sete di vendetta scaturisce dalla mitologia di uno stupro inventato di sana pianta. “È un’epidemia. Succede in tutto il mondo cosiddetto civilizzato. La gente non muore di fame, ma per mancanza di risposte”...

Notti del Sud è una raccolta di tre romanzi: Gente di notte, Alzati e cammina e Baby Cat-Face ma, parola mia, non c’è modo di avvedersene. Siccome le storie si affastellano di continuo con una struttura “a tegolato”, ovvero con solo porzioni di sovrapposizione narrativa nella quale il ricorrere di alcuni personaggi è trasversale alla distinzione in titoli, i romanzi dichiarati potrebbero essere dieci, due, o essere un unico libro di racconti. Parole di Barry Gifford: “(...) un sogno, o una serie di sogni, alcuni brutti, alcuni non così brutti e persino comici, ma per lo più tragici per quanto correlati dalla satira, e da essa alleggeriti”. Ricorda il trittico di Bruegel Il giardino delle delizie del pittore Hieronymus Bosch, nel quale ciascun pannello può essere separabile dal contesto ed ogni porzione di quadro potrebbe essere un dipinto a sé. Altrettanto rappresentate nel libro sono la dannazione e la ricerca della redenzione nel caos individuale e collettivo. Il caos si riflette anche nello stile narrativo che, a causa del vezzo tutto americano di indicare nome, middle name, cognome e genealogia anche di personaggi di passaggio oltre a marca, modello, anno di produzione e caratteristiche di qualsiasi oggetto (anche quando questo non ha alcuna valenza rivelatrice), necessita di un’attenzione costante nella lettura. Nella sostanza invece, il panorama è ancor più minimalista, avvilente e nichilista del “Nascita, copula, morte” di T.S. Eliot, mentre le frustrazioni di una società senza prospettive sono riassunte in un passo: “Se non possiamo mettere un po’ di buono nel mondo, almeno eliminiamo un po’ del cattivo che c’è”. E ciascuno vede il “cattivo” dove meglio crede, o dove le proprie ossessioni lo indirizzano. Considerando che Gente di notte è del ’93 e Baby Cat-Face e Alzati e cammina del ’95-’96, bisogna riconoscere all’autore profonde capacità d’analisi del proprio Paese e doti quasi profetiche: nonostante egli abbia rifiutato l’opinione della critica europea che vedeva nei suoi scritti una feroce critica al panorama americano, bisogna però ricordare che quei “brutti sogni persino comici” di più di vent’anni fa (compreso un candidato Presidente miliardario, razzista e sessualmente discutibile), cominciano a somigliare terribilmente alla realtà.



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