Notti e nebbie

Notti e nebbie

I tedeschi stanno rastrellando ogni angolo di Milano, ma quello in atto tra via Mercato e corso Garibaldi è solo l’ultimo di una serie di quelli che chiamano “controlli a sorpresa”. Nell’autunno del 1944 in quel della pianura lombarda tutti sono potenziali sospetti traditori, tanto che anche lui, fedelissimo al solo e unico Capo di un’Italia allo sbando, deve mostrare il suo tesserino. Lui, poliziotto della Polizia Politica, uno degli ultimi a dar credito a certi ideali che ormai traballano come i denti di un vecchio reduce, deve dimostrare da che parte sta, quella dei fascisti o quella dei traditori. Più in là, all’angolo del Pontaccio, c’è un improvviso trambusto, gente che urla e che fugge, qualcuno in impermeabile che viene inseguito dai crucchi. Che si tratti dell’ennesimo attentato partigiano? La sua mano corre d’istinto alla Luger nella fondina, prima ancora di rendersene conto è già a caccia dell’attentatore, i sensi all’erta e il fiuto del segugio in camicia nera. Potrebbe essersi rifugiato in uno di quei palazzoni, nascosto in un appartamento di gente apparentemente perbene, forse proprio in quello della bella signora bionda che gli apre la porta. Si chiama Lucia, è sposata con Giulio e pare vengano da Verona, lui non può fare a meno di notare quanto lei sia avvenente e forse disponibile…

Nera, nerissima Milano, come nero, nerissimo è il protagonista che la attraversa in quelle notti affumicate di nebbia, camicia nera e cuore scuro. Di lui Carlo Castellaneta non fa il nome, lo preferisce anonimo, e lo lascia vivere e raccontare in prima persona quegli ultimi battiti d’ali del regime fascista. Come un pesce che annaspa fuori dall’acqua il regime è alle battute finali, i protagonisti delle ultime file saranno gli ultimi a capirlo o forse i più tenaci a non arrendersi. Il romanzo è del 1975, lo stile è quello inossidabile e senza esitazioni del Castellaneta migliore, il biennio è quello della disfatta italiana tra 1943-45. Il fallimento della Repubblica di Salò raccontato attraverso il disfacimento morale di un uomo che si trova a passare dalla parte dei vincitori a quella dei vinti. Crudo e feroce – pestaggi e torture si mescolano con sconcertante naturalezza al piacere sessuale, che il corpo sia quello mercificato di Noemi o quello della raffinata Magda, poco importa, il protagonista gode di entrambe le gioie carnali – il romanzo è diventato una miniserie tv in due parti nel 1984 per la regia di Marco Tullio Giordana. Sullo schermo Notti e nebbie restituisce lo stesso clima di disfacimento e sfiducia che Castellaneta ha costruito con le parole. Un’ottima lettura per tutti coloro che vogliono approfondire quel periodo storico così poco glorioso e ancora avvolto, davvero, da più di qualche filo di nebbia. Ma anche un’occasione per riscoprire un autore dalla penna sferzante, scomparso nel 2013 e forse oggi troppo poco ricordato.



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