Nuove storie mondiali

Nuove storie mondiali

1994. Per il primo Mondiale statunitense della storia la nostra federazione s’è tanto battuta per far si che l’Italia possa giocare il girone eliminatorio a Est, nonostante le partite per questione di fuso orario si debbano disputare in orari proibitivi con trenta gradi all’ombra e cento per cento di umidità. E così, pronti via, all’esordio con l’Irlanda perdiamo subito i tre punti, e nella successiva con la Norvegia ci tocca vedere uscire dal campo per espulsione il nostro portiere Pagliuca, rimpiazzato dal CT Arrigo Sacchi con Marchegiani, ma togliendo dal campo la stella Roberto Baggio che di fatti, uscendo, gli darà del pazzo in mondovisione. La partita la porteremo comunque a casa di misura grazie a un gol di Dino Baggio, così come grazia al pari nella terza partita riusciamo per il rotto della cuffia a trovarci agli ottavi, dove con una doppietta del “divin codino” abbiamo la meglio sullo strapotere fisico di una Nigeria mai doma. Ai quarti matiamo le furie rosse spagnole e in semifinale ci tocca la Bulgaria, che per quaranta minuti prendiamo a pallonate segnando due gol. Nel secondo tempo un muscolo della coscia di Roberto Baggio cede al caldo e lo costringe a uscire, ma anche questa con un po’ di sofferenza nel finale la portiamo a casa. Tra noi e la coppa ora c’è solo il Brasile, a undici metri dall’inferno… Francia ‘98 per noi nasce e muore ancora una volta nella maledizione dei calci di rigore. Gli azzurri vedranno infatti sfumare la vittoria dagli undici metri con la traversa colpita da Di Biagio nello scontro contro i transalpini, esattamente come Baggio quattro anni prima e Serena a Italia ‘90. Chi invece la finale la vivrà da protagonista sono le stelle Zidane e Ronaldo. Ma non sarà una partita come le altre. Quella finale comincia all’hotel di Grande Romaine dov’è in ritiro il Brasile. Nella stanza 290 ci sono Roberto Carlos e proprio Ronaldo. Roberto Carlos dopo pranzo è intento a rilassarsi con le sue cuffiette quando vede per caso Ronaldo steso sul suo letto con la schiuma che gli esce dalla bocca, che si percuote il petto prima di rovinare fragorosamente per terra con la lingua che gli si rovescia…

Che il calcio non sia soltanto una faccenda di schemi, ripetute, tattica e fuorigioco è oramai cosa risaputa, ma se c’è qualcuno capace oggi di raccontare e raccontarci l’emozione, il pathos, l’adrenalina, le grandi storie che si celano dietro il più grande romanzo popolare del mondo quello è certamente Federico Buffa, volto noto del giornalismo sportivo di Sky che riporta su carta stampata, coadiuvato da Carlo Pizzigoni, le sue fortunati Storie Mondiali che hanno allietato i calorosi e assolati pomeriggi estivi che ci hanno accompagnato verso i Mondiali di Russia 2018. Un secolo di calcio mondiale raccontato con la solita maestria, capacità narrativa, cercando al solito di scovare personaggi, storie, fatti, aneddoti capaci di intersecarsi con quei febbrili e a volte interminabili novanta o più minuti, miscelando alla perfezione cultura popolare, storia, politica, società, costume, perché i Mondiali sono il metronomo capace di scandire l’esistenza stessa di ogni appassionato di calcio. Tredici storie da custodire con cura per attraversare e rivisitare un secolo di storia mondiale, rigorosamente da leggere e rileggere con l’inconfondibile timbrica di Buffa nella testa.



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