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Oggetti di reato

13 Agosto, Key West. Beryl scrive lettere in cui narra delle sue giornate trascorse quasi interamente nella veranda di una pensione della Florida, ore intense e infinite in cui pensa, in cui si macera in riflessioni che bruciano i suoi sogni. La vita intorno a sé è fatta di mare e riempita dalle anime che lavorano nel ristorante e dal loro cane, Zulù, un magnifico quanto vivace labrador nero. Le giornate scorrono serene, ma le notti sono terribili e fanno davvero paura. Insieme a Walt e Pj va di bar in bar e si sente a suo agio Beryl, anche tra quegli avventori un po’ strambi e dediti totalmente all’acool. Quando torna nella sua stanza, però, la paura si impossessa di lei e teme che qualcuno l’abbia seguita e che si sia intrufolato sotto il suo letto o dentro il suo armadio. No, non vuole proprio tornare a casa, il terrore la investe anche quando si trova fuori, si guarda le spalle e teme che qualcuno la stia spiando. Un giorno, uno come tanti, la sensazione di paura si triplica: Brent la avvisa che la cercano al telefono. Beryl risponde, sente il gracchiare tipico dell’interurbana, ma poi la linea cade. Com’è possibile? Sarà lui? Forse vuole sentire ancora l’odore della sua paura? Come ha fatto a scoprire il suo nascondiglio? In realtà in quella pensione c’è un cameriere che si chiama Stu: forse hanno chiesto di lui e quando hanno sentito la sua voce hanno chiuso? Beryl ha paura e in più non sta attraversando un buon periodo. il libro non è finito, ma stanno finendo i soldi e poi il tempo è brutto, niente più sole. C’è un vento talmente forte da costringerla a rimanere chiusa in camera. Lavorare in veranda è praticamente impossibile, volerebbero via tutti i fogli. Presto dovrà lasciare quell’isola e le mancheranno i posti e gli amici che la fanno sentire amata e protetta. Lo sa Beryl che deve tornare a Richmond prima o poi. In realtà la giovane andrebbe via subito, ma non sa proprio dove…

Ancora un caso interessante e intricato per l’anatomopatologa Kay Scarpetta (personaggio ispirato alla coroner di origini italiane Marcella Fierro) e del suo fedele compagno Pete Marino, entrambi già protagonisti di Postmortem. Si chiama Beryl Madison la scrittrice uccisa nella sua abitazione di Richmond, sul cui misterioso omicidio la dottoressa Kay e la sua squadra indagano in Oggetti di reato. Beryl è giovane e riservata e tende a firmare tutti i suoi romanzi con uno pseudonimo. Una donna che vive nell’ombra, che ha pochissimi amici, che esce molto poco e nonostante questo qualcuno la perseguita, tanto da spingerla a vivere per un periodo di tempo lontano dalla sua casa. Al suo rientro accade la tragedia alla quale la giovane autrice in qualche modo ha cercato di sfuggire. Beryl viene aggredita e dopo una lunga resistenza, uccisa. Non è facile per Kay Scarpetta ricostruire la vita della scrittrice e soprattutto trovare un probabile colpevole o movente. Cosa può aver scatenato una simile ferocia nell’assassino? Sarà qualcuno legato al suo passato, oppure una persona vicina a lei? Nel mirino delle indagini finisce il mentore di Beryl, ma l’acuta dottoressa Kay vuole andare oltre, perché comprende sin da subito che ci sono situazioni poco chiare. Romanzo coinvolgente, dal ritmo incalzante, che da sempre contraddistingue la penna di Patricia Cornwell. Trama fitta in cui non mancano i colpi di scena, scrittura fluida e stile semplice, lineare e mai banale, danno vita a un romanzo di scorrevole lettura, capace di tenere il lettore inchiodato alle pagine. Grande la capacità della Cornwell di coinvolgere nella narrazione chi legge, al punto di non sentirsi un semplice spettatore. Anche in questo romanzo, come nei precedenti, la vita professionale e quella privata di Kay Scarpetta si intersecano e si intrecciano, creando una cornice delicata e romantica, in cui gli intrecci delittuosi si incastonano amabilmente. Un romanzo perfetto per gli amanti del genere o per chi cerca una lettura fluida, appassionante, capace di tenere con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.