Ogni giorno ha il suo male

Ogni giorno ha il suo male

La morte è avvenuta da poco tempo, ma il suo sgradevole odore ha già completamente impregnato la piccola abitazione. Si tratta di un odore acre, un misto di urina e altri liquidi organici, un odore che si infila nelle narici e non si stacca più di dosso, un odore al quale non ci si abitua mai. Il commissario Tommaso Casabona, con i copriscarpe bianchi che gli hanno dato all’ingresso, si muove con lentezza, attento a non toccare nulla, mentre osserva con cura l’ambiente intorno a sé. Si tratta di un appartamento posto al piano terra, all’interno di una palazzina a due piani. Oltre la porta d’ingresso, dotata di spioncino e serratura di sicurezza, si trova una sala con angolo cottura. In mezzo alla stanza un tavolo rotondo di legno e quattro sedie impagliate; il lavello è vuoto e la radio grande e nera posta sul frigorifero ora è spenta. È stata tuttavia proprio la musica assordante proveniente da quella radio ad esasperare la signora del piano di sopra, che ha chiamato la polizia ed ha permesso di fare il macabro ritrovamento. Il cadavere della donna si trova nella camera da letto, disteso supino tra il letto e l’armadio. È nuda, ad eccezione delle mutandine e di un paio di calze nere autoreggenti. Ha le gambe aperte, con le ginocchia alzate, rivolte verso la porta. Il suo volto è corroso, si intravedono le ossa del viso e del cranio, le labbra non ci sono più e la punta delle dita in entrambe le mani, distese lungo i fianchi, è erosa. Il collo, violaceo e gonfio, è serrato da una fascetta stringicavo nera. Nell’appartamento non ci sono segni di colluttazione e anche il letto non è stato disfatto. Il medico legale, il dottor Pagnini, si avvicina al commissario Casabona e lo aggiorna sulla situazione: la morte, avvenuta per strangolamento, risale a non più di dodici ore prima; qualcuno si è seduto sul letto e ha osservato quella povera donna morire, poi le ha gettato sul viso e sulle mani dell’acido. Non si sa nulla della vittima, non è stata trovata né una borsa, né un cellulare che possano aiutare a risalire ad un’identità. Buio totale...

Una donna, di cui non si conosce l’identità, uccisa in un’abitazione che non è la sua; una giovane vittima ritrovata in una piazza e verosimilmente uccisa altrove, ma non si sa dove; un professore ritrovato cadavere all’interno della propria abitazione e ucciso non si sa quando; un altro personaggio ritrovato morto ammazzato, ma non è facile capire come; un ultimo omicidio in fase di realizzazione, di cui ancora non si conosce il movente. Who? Where? What? When? Why? La regola delle cinque “W”, quella che richiama un esametro di Cicerone, in cui vengono indicati i criteri da rispettare nello svolgimento di una composizione letteraria, e che sintetizza lo schema mentale utilizzato anche nelle investigazioni per ricostruire un evento. A tirare le fila di questi casi così contorti, a cercare di sbrogliare una tanto intricata matassa e di incastrare lo spietato serial killer che si è macchiato di delitti apparentemente scollegati uno all’altro è il commissario Tommaso Casabona - nato dalla penna di Antonio Fusco, capo della Squadra Mobile della questura di Pistoia e, perciò, profondo conoscitore della realtà che descrive con dovizia di particolari e uno stile diretto e crudo - nella prima indagine che lo vede protagonista. Casabona è un personaggio nei confronti del quale l’empatia è immediata; è una figura assolutamente credibile, capace di mettersi in discussione e di cambiare giudizio, quando realizza di essersi lasciato fuorviare da un qualsiasi pregiudizio; è un uomo determinato e non ama fallire. Si presenta al lettore nella sua complicata veste di uomo comune, fatto anche di debolezze e problemi, sia lavorativi che familiari. Impiega ogni energia e non si risparmia sul lavoro, a scapito talvolta degli affetti familiari, che finiscono per essere feriti dalla sua intermittente, pur se inconsapevole, latitanza. Con una scrittura precisa e di classe, Fusco segue Casabona e la sua squadra nell’immaginaria provincia toscana di Valdenza e ne descrive con accuratezza le indagini, i pensieri più intimi e il tentativo di scrollarsi di dosso quel male che avvelena ogni loro giornata e che rappresenta il peggiore dei nemici da combattere.



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