Ohio

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Il feretro privo di salma percorre le strade di New Canaan. Alla parata funebre in onore del caporale Richard Jared Brinklan i membri della comunità partecipano commossi e contriti. Bandiere a stelle e strisce ondulano al vento e il pattern tricromatico composto dal rosso, dal bianco e dal blu tappezza la cittadina, a esprimere con profondo patriottismo il cordoglio per il terzo figlio di New Canaan che ha perso la vita al fronte. Il pick-up che trasporta il feretro si arresta di fronte al palco dove il padre di Rick, l’investigatore capo Marty Brinklan dai canuti baffi da tricheco, la madre e il fratello Lee sono stretti in mezzo a parenti, amici. Ci sono anche lo sceriffo, il sindaco e il pastore della First Christian Church. Amazing Grace risuona da degli altoparlanti improvvisati. Il pastore si appresta a pronunciare la preghiera iniziale. La solita solfa. Ex studenti, ex cheerleader, ex insegnanti oramai in pensione si ricordano di Rick bambino, di Rick ragazzino e di Rick giovane uomo, compagno di bravate per alcuni, motivo di batticuore e prime pomiciate lascive per altre. Kaylyn Lynn, storica fidanzata di Rick è così strafatta che non le importa assolutamente nulla della situazione. I genitori del giovane caporale le hanno chiesto di pronunciare un discorso in memoria del figlio scomparso, ma c’è ben poco da dire: si erano lasciati dopo l’estate, prima che lui partisse in missione. Lei gli aveva straziato il cuore, scopato con i suoi amici e impegnato l’anello che Rick aveva gettato via dopo che lei aveva declinato la proposta di matrimonio. Sul palco, il sensibile Ben Harrington racconta un semplice e allo stesso tempo significativo ricordo d’infanzia. Tuttavia, sono gli assenti ad avere maggior rilievo con la loro presenza fantasmatica. Non c’è Curt Moretti, quarterback ed ex compagno di football di Rick, morto per un’overdose di eroina che si è sparato dietro il ginocchio. Non c’è Bill Ashcraft, non ci sono Stacey Moore, “Porno” Tina né Danny Eaton, pezzi necessari di un puzzle e protagonisti di una storia di cui è “difficile dire dove finisca [...] o come sia cominciata, perché una delle cose che alla fine imparerete è che il concetto di linearità non esiste. Esiste solo questo sogno collettivo scatenato, incasinato, incendiario in cui nasciamo, viaggiamo e moriamo tutti”...

Con una rappresentazione cinematografica del degrado – sia esso sociale che psicologico – con un’incontestabile poeticità nella resa di visioni allucinate e attraverso una sempre innovativa e spiazzante padronanza dell’immagine metaforica, Stephen Markley, qui alla sua prima esperienza come romanziere, porta avanti una vera e propria demolizione del patinato e ancora spesso agognato “sogno americano”. Un po’ una Pastorale Americana 2.0. Le vicende sono ambientate nella fittizia cittadina di New Canaan nei primi anni 2000 (si narra fra le altre cose dell’attentato alle Torri Gemelle) e il focus della narrazione è a dir poco fluido. In questo libro infatti, non c’è un unico protagonista o un’unica narrazione; la storia si compone piuttosto delle vite dei giovani personaggi che si intrecciano in uno scorrere inesorabile di eventi ad escalation drammatica. Insomma, c’è la provincia americana nelle sue innumerevoli declinazioni umane. In Ohio c’è tutto quello che un romanzo contemporaneo può contenere: la solo apparente spensieratezza adolescenziale con i suoi miti e le sue labili certezze, l’amore, la famiglia, l’amicizia, la religione e la fede, il bigottismo, la politica, la guerra e il terrorismo, lo scontro di visioni e ideologie, le ipocrisie, il sesso, la violenza, la letteratura, la droga, la criminalità spicciola e soprattutto la crudeltà aberrante. Il tutto filtrato attraverso gli occhi di un personaggio e poi di un altro e così via... Ed è proprio la relatività dei punti di vista a rendere intenso e profondo questo romanzo di ben cinquecento quarantaquattro pagine che però si leggono d’un fiato. Quando il lettore è certo di avere sotto controllo la storia, ecco che un totale capovolgimento di prospettiva lo fa ricredere. Perché l’esistenza è un prisma dalle mille facce, che rifrange la luce e proietta uno spettro cromatico diverso a seconda di quale lato è in luce e quale in ombra...



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