In onore del padre

Non è facile farsi degli amici. Quelli veri sono dei tesori, come dice il proverbio, ma spesso non serve neanche arrivare fino a cinque, come le dita della mano su cui si contano, perché sono pochi, rari: l’amicizia però talvolta può essere persino una strada senza uscita, in cui ci si incastra quando si confonde la giustizia con l’ossessione della vendetta, quando un’incomprensibile follia conduce in situazioni inaspettate, talmente tanto incredibili da costringere a cambiare. È questo quello che succede al protagonista della storia, che, un giorno… Carmelo fa il barista: è a contatto con tante persone, è l’unico punto in comune fra uomini e donne che magari non si incontreranno mai, o mai più, per il resto della vita. Raccoglie confidenze, sguardi, paure, sa ascoltare, al di là del bancone, anche quello che gli altri non dicono: la vita, del resto, è questione di scelte… Nella vita non ci sono solo il bianco e il nero: anzi, la maggioranza delle cose è fatta di grigi, sfumati e confusi, come la storia di Salvatore. Fa il panettiere. È giovane. Ha tutta la vita davanti. Ma un brutto giorno lo trovano morto. Chi è stato? E perché?

In quarant’anni di professione medica, esercitata a Messina, dov’è nato e dove tuttora risiede, Vincenzo Ragno - dalla cui prosa, analitica, chiara, pulita, semplice, precisa, dettagliata, asciutta, mai retorica, classica e sobria, si evince distintamente la formazione scientifica e al tempo stesso l’attenzione alla natura umana - ha senza dubbio avuto modo di imbattersi in moltissimi tipi umani e in un gran numero di situazioni, che di certo, assieme al quotidiano, lo hanno ispirato nelle sue molte opere letterarie. In questa come in altre la sua città spesso è non un mero fondale, ma protagonista: questa chiarezza in In onore del padre è lapidaria sin dal titolo. Il sottotitolo Frammenti di vita, che riecheggia il nome dato in Italia a 5x2 - Cinq fois deux, una pellicola di Ozon, ossia Cinqueperdue – Frammenti di vita amorosa, ma soprattutto il celeberrimo saggio, un vero e proprio glossario sentimentale, dell’illustre semiologo francese Roland Barthes Frammenti di un discorso amoroso, è ulteriormente esplicativo: in questa antologia di tre racconti al centro di tutto c’è la vita, contraddittoria, folle, imprevedibile, caduca, e la figura archetipica, un modello, un esempio, un simbolo, un punto di riferimento, la sintesi di un intero sistema di valori, del padre.

 


 

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