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Open Innovation

La macchina del sistema di sviluppo, che in qualche modo ha messo anticipatamente in moto il Covid-19, è destinata ad alimentare il progresso del futuro. La pandemia ha solamente anticipato l’ingranaggio, che comunque sarebbe partito e che porterà a una vera e propria rivoluzione tecnologica. Questo però costituisce solo un punto d’inizio, in quanto è assolutamente fondamentale cambiare le basi culturali e il modo di vedere in tal senso. L’innovazione deve diventare un valore condiviso a tutti i livelli organizzativi, in maniera tale che tutte le aziende, anche quelle più piccole, possano competere utilizzando e sfruttando le loro capacità. La crisi sanitaria ha portato tante realtà industriali, piccole e grandi, all’utilizzo dello smart working e ci ha condotti verso le relazioni lavorative virtuali, consentendo un notevole risparmio di tempo, di energie e di denaro. Degni di nota sono i notevoli benefici ambientali che si sono avuti. Quando si parla di Open Innovation, a cosa ci si riferisce esattamente? L’Open Innovation è un nuovo modo di concepire, che si distacca totalmente dalla ormai obsoleta Closed Innovation, dove tutte le attività di ricerca e di sviluppo sono condotte e sviluppate nel perimetro aziendale e la trasformazione dei prodotti e dei servizi è circoscritta alla creazione di brevetti e limitata da diritti riservati. La Open Innovation introduce un concetto di lavoro completamente differente, prevedendo una sorta di totale apertura, sia a idee e soluzioni che arrivano dall’interno dell’azienda, sia a innovazioni che arrivano dall’esterno. La realtà aziendale italiana è formata da tante piccole realtà e con una soluzione così finalmente anche le piccole industrie possono trovare la loro giusta dimensione in fatto di risoluzione e innovazione...

La contaminazione delle competenze è il fulcro intorno a cui si snoda questo Open Innovation di Leonardo Valle. Come lo stesso esperto internazionale di marketing afferma, per uno sviluppo che possa finalmente definirsi tale e che possa coinvolgere le piccole realtà industriali sono necessarie la contaminazione del sapere e la condivisione delle competenze. L’economia aziendale italiana per troppo tempo si è basata sulla Closed Innovation e la Terza Rivoluzione Industriale, ormai entrambe tramontate. Significativa ed esaustiva la spiegazione che Valle fa di questo sistema. L’esempio parte da un ombrello: anziché farne l’uso che ne facciamo comunemente, giriamolo al contrario e raccogliamo più innovazione possibile. Raccogliamo “la pioggia di opportunità” che si riversa nel nostro contenitore. Tutti gli strumenti per poter ottenere una vera e propria innovazione sono già a nostra disposizione, l’importante è cambiare la mentalità e utilizzarli in maniera diversa rispetto al passato. Più creatività, maggiore apertura e molta contaminazione. I processi di sviluppo non sono più lasciati all’interno delle imprese, ma vengono portati fuori e condivisi, in maniera tale che anche le start-up possano dare un contributo notevole alle nuove idee, e con loro le scuole e le università. Valle parla anche della necessità di creare un tavolo di lavoro, dove le aziende possano confrontarsi e condividere il loro sapere, gestito da un esperto, debitamente preparato. La presenza di una figura professionale è fondamentale. Questo è il motivo per cui in Italia molto spesso si è fallito in fatto di economia, per l’assenza di figura al di sopra delle parti, capace di fare da guida. Valle, con una scrittura semplice e lineare, senza cadere mai nell’ampollosità, parla d’innovazione e progresso, senza usare termini tecnici e troppo complicati. Un saggio alla portata di tutti, imprenditori grandi e piccoli, industriali e professionisti per poter tornare a essere fortemente competitivi.