Ora saremo liberi

Ora saremo liberi

La carrozza avanza a fatica, nelle strade di campagna del Somerset. È una notte d’inverno senza luna e piove a dirotto. Il postiglione prosegue ma la lanterna della carrozza si è spenta da ore. Giunto alla sommità di una collina entra in un cortile, lascia i cavalli e bussa alla porta della casa. Senza aprire, una donna risponde: “Chi è? Che volete qui?”. L’uomo, controllato l’indirizzo e il nome, dice che ha portato un soldato, molto malridotto. La donna, la governante Nell, né giovane, né vecchia, lo fa portare al piano di sopra nella camera e lo mettono a letto. È il 1809 e il capitano John Lacroix, sopravvissuto alla campagna britannica contro Napoleone in Spagna, è finalmente tornato a casa. La fedele Nell lo lava, lo cura, lo nutre e lo rimette in piedi, ma John è cupo, chiuso, tormentato da incubi e non ha pace. Le poche notizie della guerra che arrivano in paese e che Nell riesce a capire, parlando con Tom e Nicholls, sono brutte: la sconfitta, la disperata battaglia presso La Coruña, in cui anche il comandante Moore è caduto. I soldati inglesi sopravvissuti si imbarcano fortunosamente dal Portogallo per tornare in patria. John, che vive ancora nel suo silenzio, ha però ripreso a suonare il violino e fa qualche piccola passeggiata, i suoi piedi feriti stanno guarendo. In aprile arriva una visita, il capitano Wood, che riporta un baule dalla Spagna con gli effetti personali di Lacroix e gli comunica che il suo Colonnello vuole che tutti gli ufficiali ancora vivi e attivi riprendano il servizio, entro il 10 maggio. John non è della stessa idea e scrive a sua sorella Lucy, per chiedere a suo marito William di trovargli una nave per Glasgow o Aberdeen. Ha intenzione di fare un viaggio per la convalescenza, vuole andare nelle isole scozzesi per raccogliere qualche vecchia canzone popolare, da mettere in appendice ai libri di suo padre. Il vero motivo è un altro, a La Coruña durante la ritirata inglese è successo qualcosa di terribile e adesso il tribunale militare sta indagando, anche su di lui...

Ora saremo liberi di Andrew Miller ha vinto l’Highland Book Prize 2018 ed è stato finalista al Walter Scott Prize. Bompiani lo pubblica con la traduzione del compianto Sergio Claudio Perroni, che ha fatto uno splendido lavoro, rendendo a pieno la ricchezza della prosa, l’accuratezza degli aggettivi ed il tessuto della lingua. Miller è uno specialista del romanzo storico, dosa sapientemente gli ingredienti: echi di battaglie, musica, erbe allucinogene, i primi passi della chirurgia oculistica, libere comunità religiose. Appassiona la lunga fuga di Lacroix, nel dubbio che sia un ufficiale in congedo o un disertore. John scappa dal tenente Medina e dal caporale Calley, incaricati dal tribunale militare di fare giustizia sommaria e chiudere i conti con la guerra, ma non può scappare da un amore che nasce inaspettato, quello per Emily. Il paesaggio estivo delle Ebridi scozzesi dona pace e serenità a John, che vive con la gente del luogo un po’ selvaggia. È ospite di un’insolita comune di liberi pensatori, che tra religione e piccoli commerci, manda avanti la vita fuori dalle regole sociali, uomini e donne insieme: Cornelius, Jane, l’assente capo Thorpe ed Emily. Sarà proprio lei, come Nell, a prendersi cura di John e dei suoi incubi, la sua grazia e i suoi scialli colorati lo conducono su nuovi sentieri: quelli dell’amore e della libertà. Ma la pace non dura molto, i sanguinari Medina e Calley sono sulle tracce di Lacroix e ad Emily servono le cure dell’ospedale di una grande città, sta perdendo la vista. John prima era un ragazzo i cui ideali sono stati sconfitti dalla vita militare e dalla guerra, ora è un uomo e deve fare una scelta. Emily, stanca della vita isolata, vuole affermarsi al di fuori del suo piccolo mondo. Tra romanzo storico e thriller si dipana la storia, il cammino di un uomo verso la redenzione e la ricerca di un posto adatto nel mondo. È questo che spinge Lacroix lungo tutto il romanzo.



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