Paura verticale

Stuart Bland sa che se si piazzerà davanti agli ascensori della Lansing Tower tra le 8.30 e le 8.45 non mancherà Sherry D’Agostino, vicedirettrice creativa della Cromwell Entertainment. Per eludere la sicurezza, Stuart si è camuffato a puntino: tesserino della Fed-Ex intascato quando lavorava alla lavanderia, busta di cartone d’ordinanza tra le mani per risultare ancora più credibile e divisa acquistata online. Dopotutto, non vuole fare nulla di male: vuole solo avere l’opportunità di mostrare a D’Agostino la sua sceneggiatura. La donna arriva nell’edificio e con passo deciso si avvia verso gli ascensori di destra. Ci sono altre due persone in attesa, una ragazza con le sneakers e un uomo sui sessant’anni in completo grigio da ufficio. Quando le porte si aprono, Stuart e gli altri entrano nella cabina. Sherry preme il trentatreesimo piano, la ragazza il trentaquattresimo, l’uomo il trentasettesimo. Sherry D’Agostino è intenta a leggere le notizie sul piccolo schermo digitale dell’ascensore quando Stuart le rivolge la parola: “Come sta oggi, signora D’Agostino?”. La donna sta per rispondere al finto fattorino quando lo riconosce e un guizzo di paura lampeggia nei suoi occhi. “Le avevo detto di stare lontano da me.” Ma Stuart sa che in quella situazione, D’Agostino non può svincolarsi e le porge il pacchetto Fed-Ex contenente la sua sceneggiatura inedita. La donna allora propone un patto: Stuart ha tempo quindici secondi per esporre la sua storia. Il tempo di raggiungere il trentatreesimo piano. Se proverà a seguirla chiamerà la sicurezza. Stuart si affanna nel tentativo di riassumere in una frase la sceneggiatura, quando l’uomo d’affari esclama: “Che diavolo succede?” L’ascensore ha superato il piano prenotato e continua imperterrito la sua ascesa del Lansing Tower. Supera anche gli altri due piani. Il gruppetto nella cabina dell’ascensore preme i pulsanti nel tentativo di ripristinare la propria prenotazione. L’ascensore si arresta al quarantesimo piano. Ma le porte non si aprono. Probabilmente, si tratta di un guasto tecnico. L’ascensore comincia a precipitare, inarrestabile, nella città più verticale del mondo…

Con un ritmo incalzante e una prosa scorrevole, ricca di dialoghi svelti e descrizioni accurate che permettono di proiettarsi tra le strade della frenetica e brulicante New York, Paura verticale è un thriller che assolve bene il suo compito. Come un ingranaggio ben oliato, il romanzo procede attraverso incastri perfetti: ogni sequenza narrativa non è messa lì per caso ma concorre ai vari risvolti di trama. La narrazione non procede in maniera del tutto lineare, ma è talvolta inframmezzata da flashback che interrompono il corso degli eventi, come ricordi che riaffiorano e che sono solo apparentemente avulsi dal resto della storia. Una caratteristica interessante del romanzo è la pluralità dei punti di vista. L’autore infatti spalma il focus su un insieme ben nutrito di personaggi che per i tre quarti del romanzo sembrano avere solo contatti occasionali e di circostanza, ma che col susseguirsi degli eventi finiranno per intrecciare i propri destini in maniera assoluta e definitiva. Linwood Barclay, romanziere americano trapiantato in Canada, prima di dedicarsi totalmente alla scrittura di fiction, in particolar modo di thriller, ha avuto una lunga carriera da giornalista. Questa suo passato nel mondo del giornalismo traspare molto nel romanzo: Barclay si sofferma ripetutamente sui discorsi mediatici e nel rapporto che intercorre tra potere, stampa e rappresentazione degli eventi. Non appena possono, i personaggi del romanzo si documentano, cercano informazioni su internet, guardano notiziari, scrollano post e leggono tweet nell’affannoso tentativo di carpire la realtà, cogliere gli avvenimenti in tempo reale e ricollegarli gli uni agli altri. Così, tra efferati omicidi, attentati e gruppi di militanti americani con folli teorie del complotto, Paura verticale non disattende le premesse di ogni buon thriller: tenere col fiato sospeso fino all’ultima frase, con un finale di elegante circolarità che molti sapranno apprezzare.

 


 

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