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Person

Person

Chicago è addobbata per le feste di Natale. Una persona cammina per le strade ghiacciate, incontra un clochard e si rende conto che sono vestiti in modo simile. Prosegue e pensa che guardare le persone negli occhi le metta a disagio, per questo non lo fa mai con le ragazze. Camminando arriva a un incrocio: deve attraversare e pensa che potrebbero metterlo sotto. Non accade, attraversa la strada, ma non alla velocità degli altri pedoni, perché lo disturba adattare il suo passo a quello degli altri. Cammina senza meta, non sa cosa fare o dove andare. È stato al lago Michigan prima, ha scrutato l’orizzonte vuoto ed è tornato indietro. Si rende conto di odiare tutti e nonostante sia un’attività che richiede energia, lui la trova per quello. Improvvisamente si chiede cosa sta facendo il suo coinquilino. Sono buoni amici. L’altra sera, per esempio, gli ha controllato il collo perché pensava di essersi sporcato di penna. All’improvviso un pensiero ipocondriaco si impossessa di lui e immagina di avere un infarto mentre cammina per le strade di quella fredda città. Immagina il dolore e le reazioni delle persone...

Più che un romanzo Person, è un viaggio mentale. Non c’è una trama, ma potrebbe essere una storia universale, dato che il personaggio/voce narrante non ha un nome. Sebbene il vagabondare iniziale per le strade di Chicago possa far pensare al tipico diletto del flâneur, al protagonista manca completamente quella curiosità che muove il passeggiatore ozioso di stampo baudelairiano, bensì qui siamo difronte a una figura misantropa, che non guarda negli occhi nessuno e che non è interessato a nulla. In quello che è quasi un flusso di coscienza, emerge che la vita della Persona è inconcludente e vuota. I pensieri sono i veri fatti di questo romanzo, tanto che lo stesso protagonista ammette: “la mia storia è la storia delle cose immaginate e mai accadute”. Il fattuale perde importanza per la maggior parte del testo, ma lo acquisisce in virtù di una frase che viene spesso ripetuta: “sembra una prova”, espressione che viene associata a imprese minime, ma che evidentemente sono rilevanti per il personaggio, il quale le associa a un vero e proprio sforzo e a un eventuale successo. La presenza di capitoli alternativi conferma l’idea che ci muoviamo in un universo dove i fatti vengono scomposti e, più che vissuti, analizzati. Questi capitoli presentano minime variazioni agli avvenimenti del capitolo precedente, che permette di cogliere sfumature diverse e, talvolta, dare un significato completamente differente all’azione narrata. Pink, artista visuale statunitense, ha scritto un libro sul nulla, eppure restiamo affascinati dal modo di raccontarlo, dalla brutalità dei pensieri della voce narrante, dalla vuotezza delle sue giornate. Il lettore poi, per distacco o per affinità, potrà decidere se guardare il personaggio da lontano e giudicare l’inconcludenza della sua vita, o se identificarsi anche solo un po’ con lui.