Pi

Pi

Özge si taglia il polso. Un taglio netto e senza esitazioni, da una parte all’altra, con il coltello tenuto nascosto fino a pochi secondi fa. Compie questo gesto senza paura alcuna e con determinazione, davanti a tutti coloro che sono venuti ad ascoltarla – per ammirarla? Per boicottarla? Per sfidarla? –, dando vita ad un video virale che tutti i non presenti guarderanno prima o poi sullo schermo del proprio cellulare. Non è incoscienza, la sua, è voglia di far vedere quanto intensamente lei creda in una possibilità di cambiamento, è il suo giuramento per ribadire quanto strenuamente combatterà per i diritti di chi si veda negata o eliminata quella stessa possibilità, è il suo modo per testimoniare che la giustizia sarà il suo valore fondante e fondamentale, anche a costo di andare contro se stessa... Göksel sta provando il suo numero; come al solito, la sua potenza e la sua grazia unite alla capacità di non far trapelare il minimo sforzo, il minimo dubbio, lasciano gli altri ballerini esterrefatti; Deniz è ben conscio delle capacità del ragazzo ed è proprio per i giovani come lui che ha restaurato quella ex catapecchia che ora è una casa per gli artisti, “Il vicolo”, perché l’ispirazione viaggia e deve diffondersi per le strade... Anche Ada, ad esempio, avrebbe bisogno di aiuto, lei che non riesce a smettere di tirare cocaina, il cui talento è comunque ancora fuori discussione... ma il vuoto la divora, la mente corre, i suoi pensieri non la lasciano libera...

Siamo arrivati alla fine di questa entusiasmante trilogia. E, come nel primo volume, ci chiediamo: che cos’è il Pi? Il Pi greco è una costante matematica, il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio (è stato scelto il nome pi proprio in quanto iniziale del termine greco che sta per circonferenza, perimetro) e corrisponde ad un valore di 3,141592... Anche per Deniz, uno dei protagonisti del romanzo, la Vita è un cerchio, in continua espansione, dove ogni punto si collega a quello successivo in un rapporto di causa/effetto e il percorso che l’Uomo, dal centro della circonferenza, compie per arrivare alla propria maturità è proporzionato alle esperienze fatte e vissute. L’incertezza del volume precedente, infatti, dove tutti i protagonisti sembravano davanti un bivio, si scioglie, ed ognuno di loro sceglie la propria strada, il proprio percorso. Una strada che sarà per molti comune. E al lettore rimane un dolore che attanaglia. Come resistere senza avere più notizie di Can, di Bilge, di Deniz? Non svelerò nulla del finale, naturalmente, ma preparatevi a leggere un bel po’ di filosofia e psicologia, di etica e morale, materie variamente mescolate con la chimica e la lettura del Corano, il tutto per cercare di comprendere un briciolo della Vita, intesa sia come cammino individuale verso la propria realizzazione che cammino di gruppo, verso una Umanità più consapevole. La trilogia della Kohen lascia curiosità e tanti dubbi. Curiosità sull’autrice, innanzitutto, perché ci si chiede chi è il burattinaio che manipola così abilmente i suoi personaggi. Curiosità e dubbi su di sé e su come ciascuno si stia impegnando davvero in questa vita. Viene voglia di prendersi del tempo per esplorare quei famosi semi – le potenzialità innate e intrinseche in noi –, se li stiamo curando, se li stiamo facendo germogliare. Perché “La vita fa tutto il necessario, ma a una condizione: le persone devono darsi da fare.”



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