Polene

Polene

Quando in alto mare si incontra l’olandese volante, che annuncia il naufragio e la morte, la tradizione vuole che il marinaio, per salvarsi, si aggrappi alla polena, come al proprio angelo custode. Il marinaio italiano Vincenzo De Felice, che si fida delle leggende, trovandosi in acqua al largo delle Scilly a seguito di un naufragio, si afferra alla polena, una bella donna pienotta e arguta con vasti seni sotto la fluttuante veste bianca e il viso rivolto in alto come per offrirsi a un aiuto e la tiene stretta per mettersi in salvo. Egli è l’unico superstite di tutto l’equipaggio. Il mare è geloso della polena, il Maligno - che i suoi costruttori scacciano dall’essenza naturale del legno, impedendogli di calarsi nella figura con una possessione diabolica - si rifugia nelle acque amare e da lì tende la sua insidia, come se strappando la polena dalla prua potesse condurre più facilmente a rovina la nave. I giornali di bordo di molti clipper annotano ondate che staccano la polena e la portano via. Ma il diavolo, come si sa, quasi sempre perde e la polena viene salvata. C’è una dimensione mitica, sacrale, erotica che si realizza quando il marinaio che afferra la donna fluttuante e la porta con sé, venerandola come un’oscura divinità o un’amante imperiosa e un aspetto più quotidiano, amorevole nell’attenzione che gli uomini di mare riservano alle polene. In effetti esse spesso risultano custodite dai guardiani dei fari, nascoste ai più ed alla fine risultano inserite in disposizioni testamentarie che vengono contestate o annullate dai sacerdoti. I seni nudi e i sorrisi lascivi di talune di esse non possono trovar luogo in terra consacrata…

Polene, a dispetto del titolo e dell’interessantissimo corredo fotografico che costituisce parte integrante del volume, è uno scritto che ripropone in tono squisitamente evocativo il tema del viaggio e del pericolo sotteso all’esistenza umana. Le polene, con il loro effetto a tratti salvifico a tratti evocativo e spesso anche erotico-sentimentale, rappresentano lo sguardo dell’uomo che va oltre l’orizzonte della quotidianità. È uno spaziare continuo da mare a mare da museo a museo, dall’oggi al passato, autore e lettore “abbrancati” a un simulacro costituito per l’appunto da una figura scolpita sulla prua di una nave che costituisce l’occasione della scrittura, l’artificio per condurre la penna verso le mete del pensiero. L’immaginazione costituisce dunque il filo conduttore dell’intero libro a metà strada tra il saggio e l’elaborato narrativo, dottissimo per riferimenti bibliografici e per richiami a scritti ed eventi legati alla navigazione, al mare, all’acqua ed al viaggio. Una lettura elaborata da un importantissimo protagonista della cultura italiana che solleva lo spirito dall’ordinario e conduce verso mete che non a tutti sono familiari, perché effettivamente è la navigazione intesa in senso amplissimo a dettare il ritmo dello scritto, e tuttavia l’effetto dei buoni libri è questo: fornire stimoli intellettuali e proporre nuove avventure, fornire a tutti, tramite le parole, tracce inesplorate da percorrere.



0

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER