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Polvere

Un cadavere viene ritrovato al MIT, il mitico Massachusetts Institute of Technology di Boston. Nello specifico si trova in uno dei campi sportivi, il Briggs Field, il campo da baseball, e appartiene a una giovane donna. Con questa notizia Pete Marino sveglia, alle quattro del mattino, la dottoressa Kay Scarpetta che peraltro si trova a casa malata: il detective invita però il medico legale a farsi forza e occuparsi del caso che potrebbe costituire un incubo per tutti, proprio perché si tratta di un omicidio avvenuto in uno dei campus più famosi del mondo, capace, quindi, di attirare su di sé l’attenzione di tutta la stampa. La ragazza morta è Gail Shipton, 22 anni, un ingegnere informatico che nel pomeriggio precedente al ritrovamento, mentre si trovava allo Psi Bar con un’amica, ha ricevuto una telefonata per la quale è stata costretta ad uscire dal locale perché non riusciva a sentire niente, ma poi nel locale non ha rimesso più piede. Tra Kay Scarpetta e Pete Marino dopo anni di affetto, di collaborazione e di conoscenza, le cose sembrano non essere più fluide come un tempo. Lui è ritornato in Polizia, abbandonando il lavoro al suo fianco e quindi, a tutti gli effetti, è ormai l’ex investigatore del medico legale, che ora è a capo del modernissimo centro di medicina forense (CFC) dell’area metropolitana di Boston. Lei si è sposata con Benton Wesley e sono a un passo dal Natale, motivo per cui la Scarpetta ha una pila esagerata di pacchi della FedEx che ha lasciato sul divano, ma che sa già che contengono i regali per tutti i suoi cari, comprati durante un attacco di shopping sfrenato on line, proprio a causa dell’influenza. Addirittura ha pensato anche al bulldog della nipote e al gatto del suo assistente...

È andata a disturbare i quartieri alti, questa volta, la Cornwell! Al di là del serial killer a cui danno la caccia, quel “Captain Murderer” che semina morte tra le donne, al di là del tavolo anatomico e degli strumenti che usa quotidianamente Kay Scarpetta, c’è un risvolto psicologico al quale si votano tutti i personaggi che ormai conosciamo benissimo perché fanno parte della sua squadra preferita (che è poi anche la nostra). Soprattutto c’è del marcio dentro l’FBI e in ambienti molto vicini alla Casa Bianca, tanto che le indagini sono contrastate da un alto papavero del Federal Bureau che ovviamente deve cercare di tenere tutti lontani dalle prove della sua corruzione, depistando indagini e nascondendo e insabbiando i suoi sporchi traffici. Con questo romanzo siamo arrivati a ventuno per i casi di Kay Scarpetta e si raggiunge ovviamente una certa maturità dei personaggi, per cui non è difficile riscontrare alcune riflessioni dell’anatomopatologa che afferiscono più alla profondità della sua persona che non alla quotidianità della sua professione o forse sono il risultato di un intreccio di entrambi gli aspetti che la portano, dopo un’infinità di autopsie, a pensare che ognuno di noi è depositario di un sogno che però è destinato ad arrugginire con il passare degli anni, a scolorirsi, a decomporsi, fino a diventare polvere. È di certo un modo ormai disincantato di guardare alla realtà e probabilmente sono proprio gli anni trascorsi e le esperienze vissute e le vite spezzate passate tra le sue mani a renderla quasi rassegnata all’ineluttabilità della vita.