Portami il diario

Portami il diario

“Il primo giorno di scuola non si può spiegare, è come andare in scena” pensa Valentina, Quella Nuova, quando entra in classe per la prima volta, col libro di letteratura da 750 pagine e si trova davanti una trentina di rumorosi adolescenti. Il suo ruolo di educatrice e insegnante precaria viene messo a dura prova fin dal primo giorno, quando fa appunto la conoscenza della terza meccanici, il Gangsta Paradise, così soprannominato per via della composizione cromatica eterogenea, ma compatta nei comportamenti. Insegna in altre due classi, la Prof: una quinta ad indirizzo meccanico e una quarta femminile ad indirizzo tessile-sartoriale. Come ogni edificio scolastico, anche l’Istituto professionale cui è stata appena assegnata Valentina è grigio e architettonicamente brutto. Andare in segreteria, poi, è sempre fonte di ansia, a causa dell’umore instabile e collerico del segretario Adriano, un uomo che urla contro tutto e tutti, fotocopiatrice compresa. I colleghi non sono tutti simpatici e piacevoli, e inizia così un percorso lungo un anno scolastico, fatto di schiamazzi, di cappuccini e panini consumati in aula, lezioni di letteratura e storia, di interrogazioni e insufficienze, assenze più o meno giustificate, turbolente gite all’Expo, cellulari sempre accesi e comunicanti, neonati amori e amori vecchi, storie che finiscono e quell’aria sempre tra le nuvole ma piena di vita e di voglia di ridere tutta adolescenziale, tipica di chi pensa ancora che tutto sia possibile...

Valentina Petri, insegnante di lettere all’Istituto professionale Lombardi di Vercelli, racconta con stile frizzante temi e problemi della scuola senza edulcorarli, ma affrontandoli con intelligenza e ironia. Nato sulla scia dell’omonima pagina Facebook in cui l’autrice pubblicava divertenti aneddoti sulla scuola, Portami il diario narra le vicende di personaggi di un istituto superiore qualsiasi, creati attingendo dalle esperienze degli anni di insegnamento, vicende lunghe un anno scolastico. Usa soprannomi rappresentativi delle caratteristiche del personaggio cui si riferiscono: il collega Rombo per i maglioni, l’alunno Piallato per la posizione spalmata sul banco, in perenne atteggiamento mimetico, Il Sarto di Panama sempre vestito completamente di bianco (casco compreso), Smalto Viola, Riccioli d’Oro e Chioma di Fuoco, Cappuccino che entra in aula a qualsiasi ora con in mano un bicchierino fumante... insomma, ha la capacità di delineare caratteristiche e personalità senza essere offensiva. Non mancano aneddoti divertenti, o commoventi, poiché in fin dei conti la scuola è anche aggregazione, crescita morale, sorpresa, combattimento, interesse, disillusione, scoramento ed entusiasmo. È un luogo dove si intessono relazioni, dove si dà e si riceve. Quello che Valentina Petri ci insegna è che “per un insegnante, la scuola non è solo un posto di lavoro, come un ufficio qualunque. È un osservatorio privilegiato: dalla finestra vedi il mondo cambiare”.



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