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Precipitare

Precipitare

Il giorno in cui il padre telefona a Nick per dirgli che sua madre è morta, lui è completamente fatto. Sul tavolo ci sono ancora tre strisce bianche su uno specchietto circolare. Poi la corsa all'obitorio, il fratello distrutto dal dolore su una panchina, piegato in due come se cercasse qualcosa per terra, il padre che piange lacrime grosse come acini d'uva parlottando da solo. Nick è l’unico che non riesce a provare quello che dovrebbe provare. Quei giorni e quel dolore gli scivolano addosso senza toccarlo. “Sei messo peggio di come pensassi”: le parole del fratello Luigi gli piombano addosso come una doccia gelata. Nick decide che è ora di riprendere in mano la propria vita. Abbandona la coca, si mette a fare l’attore comico per qualche compagnia teatrale di infimo ordine e poi passa alle emittenti private. A salvarlo ci pensa Beatrice, lunghi capelli neri, occhi castani, in dialisi da anni, in attesa di un rene da qualche parte nel mondo che prima o poi la aiuterà. Lei è l'unica a ridare a Nick quella stabilità che l’uomo sembrava aver perso. Poi un giorno, l'occasione della vita: Nick viene scelto per condurre un celebre quiz alla televisione nazionale. Da quel momento cominciano a verificarsi strani episodi...

Non deve essere stato difficile per Simone Costa, autore e conduttore di diversi programmi radiofonici e televisivi, descrivere a tinte realistiche il mondo dello show business, sfavillante e patinato ma allo stesso tempo torbido e insidioso. Ed è proprio tra i precipitosi mulinelli di questo apparentemente tranquillo mare che scivola Nick, un passato ottenebrato dalla cocaina, un presente con Beatrice, suo saldo punto d’approdo, e un futuro come brillante conduttore televisivo. Senza quasi accorgersene, Nick precipita in un vortice che lo spinge sempre più a fondo, che gli riempie i polmoni d'acqua e gli occhi di sabbia, che lo risucchia e lo confonde. Di tanto in tanto riaffiora a galla un ricordo dՙinfanzia, piccola scialuppa di salvataggio in quel terribile oceano che lo tiene prigioniero. La penna di Simone Costa scivola altrettanto veloce sul foglio, portando in superficie tanta vita: il dolore senza speranza di un uomo - il padre di Nick - che ha perso la compagna di sempre; il disprezzo e il rancore di un altro uomo - il fratello di Nick - frustrato dall'impossibilità di fare qualcosa; il vuoto incolmabile lasciato da una donna - la madre di Nick - che se ne è andata troppo presto e troppo male, lasciando troppe cose in sospeso.Una storia dolente, nel senso di dolorosa, nel senso di vera, verissima, pur nella sua originalità (non a tutti capita di essere i conduttori di un programma televisivo e partecipare a feste in cui discinte ballerine danzano voluttuose su cubi di ghiaccio). Un dramma esistenziale che tocca qualsiasi uomo, un male di vivere tipico di questo nostro tempo. Un finale inaspettato e straziante per un libro breve ma intenso.