A proposito di Marta

A proposito di Marta

Marta di certe cose non sa assolutamente nulla. Per esempio, lo stradario: oggi un oggetto vintage, interessante per il suo valore testimoniale, qualche anno fa strumento indispensabile dell’indipendenza di un neopatentato. Vintage è anche il vinile, De André, Battisti e i Beatles; vintage è il modo in cui i giovani si relazionano al passato. Bizzarro: i giovani di una volta non avevano alcuna curiosità verso il mondo dei loro genitori, che catalogavano come passato e definitivamente chiuso. Oggi no, i ragazzi sono più aperti, più informati, sanno di cromoterapia, erboristerie, protocolli ambientali. Comprano alimenti bio e a dispetto del pregiudizio che li vuole ondivaghi e superficiali, sanno un sacco di cose. Utili? Sicuramente per loro interessanti, le cose dei loro tempi. Il fattore cruciale è qui: giudizio e pregiudizio nella lotta tra le generazioni. Con un po’ di lucido pragmatismo, ricordiamo che la resistenza odierna alla (presunta) eccessiva digitalizzazione dei giovani suona molto simile al sospetto con cui, in altri tempi, fu accolta la stampa. Oggi i ragazzi non leggono. Perché, in quale generazione hanno mai fatto abbuffate di libri? Forse quando si incantavano davanti ai due soli canali esistenti della tv? Giudizio e pregiudizio, immancabilmente si finisce per ripetere quel che da giovani ci suonava vecchio…

Nel mondo che invecchia, interrogarsi sul dialogo tra le generazioni è quanto mai attuale. Quando la riflessione è posta così, poi, in maniera leggera (non superficiale) e ironica, il piacere della lettura aumenta sensibilmente. Riuscitissimo il contrasto tra la modernità del pensiero e quel vago arcaismo nella ricercatezza della parola, come a dire, possiamo essere molto “open mind” ma da qualche parte l’appartenenza a un’altra generazione non si può nascondere. Che poi, questo salto si accorcia sempre più: memorabile il passaggio in cui perfino Marta, la giovane, si sente sorpassata quando si accorge che i bambini di oggi sono “più avanti” di quanto non fosse lei alla stessa età. Il concetto stesso di generazione è cambiato, diventando più veloce: questo ha portato la tecnologia, una rapidità di sostituzione, di progresso che oggi non si riesce quasi più nemmeno a percepire e che investe non solo i singoli ma la società intera. Splendido l’altro capitolo sul paniere Istat, che condensa la modernità in un elenco di prodotti, leggendo i quali si ripercorre in un attimo la storia di decenni, le abitudini, le tendenze. Ben leggibile poi l’approccio del giornalista, portato alla domanda e alla riflessione, nella morale dominante del romanzo: la storia ritorna, la differenza tra generazioni esiste e ciò che dobbiamo a chi viene dopo di noi è solo una cosa, la fiducia.



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