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Quando la montagna era nostra

Lena percorre in automobile la strada che la porta dalla città dove da tempo vive e lavora alla montagna dove è cresciuta, in un piccolo paese al limitare del bosco. Là ancora abitano i suoi genitori e là sta per tornare e restare, almeno per un po’, almeno fino a quando sua madre avrà bisogno di lei, della sua presenza. Si è ammalata, ogni giorno perde un po’ di quella che è stata, i suoi ricordi, il suo passato a tratti così vivido e presente. Ha chiesto a Lena di aiutarla a tenere un quaderno nel quale custodire quanto ancora ricorda, una sorta di libro della memoria da conservare per i giorni che verranno. Ma nel paesino ad aspettare Lena non ci sono solo ricordi e un passato che non conosceva, ci sono anche i luoghi che conservano intatta la sua vita, quella vita dalla quale si è allontanata, dalla quale è fuggita. Ma allontanarsi dalla ragazza che è stata non è servito perché anche chi come lei ha lasciato quei luoghi forse per il suo stesso motivo, è ritornato in paese e “siccome è facile incontrarsi anche in una grande città”, figuriamoci se non lo è in crocicchio di case. Rivedere Corrado, il suo primo amore, capire quanto ancora la sua presenza scateni in lei turbamento e domande destabilizza Lena, lui che se ne era andato senza un vero addio, senza parole che definissero quanto stava accadendo tra loro, senza un vero perché adesso è lì con lei, pronto come sua madre a riscrivere ciò che è stato…

Nei libri di Fioly Bocca la natura è presente e protagonista al pari dei personaggi, in ogni sua opera ci viene raccontata nella sua bellezza, nella sua capacità di essere a volte specchio del sentire, altre volte consolatrice. E se nel suo romanzo di esordio Ovunque tu sarai e in Un posto a cui tornare ci appare come una carezza, in questo romanzo ne avvertiamo la potenza e, come una divinità arcana, appare nella sua magnificenza. Ma anche le cose più lontane e inafferrabili alle volte si lasciano avvicinare e quello che sembra impossibile accade. Così anche le vette più alte, il sentiero più irto, le nuvole più spesse si lasciano guardare, percorrere, dissipare. Da narratrice esperta e conoscitrice dell’animo umano l’autrice ci accompagna in un viaggio alla ricerca del proprio io e, attraverso le emozioni di Lena e del suo arco di trasformazione all’interno della storia, ci mostra come è possibile guardare in faccia ciò che abbiamo sempre temuto rimanendo se stessi pur cambiando ogni cosa.

LEGGI L’INTERVISTA A FIOLY BOCCA