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Raccontami di un giorno perfetto

Raccontami di un giorno perfetto

“Oggi è un buon giorno per morire”. È quello che si ripete Theodore Finch mentre si trova sul cornicione della scuola a sei piani di altezza dal suolo. Basterebbe un semplice passo e in pochi secondi finirebbe tutto. Non sopporta più il Grande Sonno che lo svuota e lo rende capace di provare solo un’angoscia che lo fa sprofondare ogni volta di più. Ma sulla torre campanaria non è da solo: anche Violet Mackle ha avuto lo stesso pensiero quel giorno. Popolare cheerleader, fidanzata con la star di baseball della scuola e circondata di amici, è ancora profondamente scossa dalla morte della sorella, avvenuta l’anno precedente durante un tragico incidente d’auto e da quel momento si è chiusa in una bolla: silenziosa e taciturna, vive il rapporto con il fidanzato e con gli amici in modo sempre più distante, non sale più su una macchina, non le importa più della studio o del suo blog, tutto le sembra un riempitivo per passare il tempo in attesa della morte. Su quel cornicione Finch e Violet, feriti dalle circostanze della vita, si conoscono e si salvano a vicenda. È l’inizio prima di un’amicizia, poi, complice un progetto di scuola alla volta delle meraviglie dell’Indiana, di una storia d’amore che sembra rivelarsi la svolta per salvare i due e riprendere in mano le loro vite...

Raccontami di un giorno perfetto è una storia toccante ed originale che affronta un tema forse poco trattato, quale la depressione e il suicidio tra i giovani. I capitoli si alternano tra le riflessioni di Finch e quelle di Violet, portando il lettore nella mente dei giovani protagonisti e nei loro pensieri, con uno stile leggero con poche descrizioni e molti dialoghi, tipico del genere young adult, ma al contempo efficace nelle immagini e serio nella tematica trattata. Lo scopo dell’autrice è mettere in evidenza che la depressione e le pulsioni suicide possono verificarsi ad ogni età e invitare chi ne soffre a farsi avanti, a parlarne e a non vergognarsi. Ma soprattutto è un richiamo alle famiglie e agli insegnanti, responsabili dell’educazione, e in generale alle persone vicine, che spesso non si accorgono di questi disagi o preferiscono fingere che non esistano: è il caso degli insegnanti a scuola che trattano Violet come un soggetto fragile, da proteggere, esonerandola dai compiti, determinando in lei una chiusura e una distanza dal mondo ancora maggiore; oppure della mamma di Finch che riduce le fughe e le assenze del figlio a un fisiologico umore nero. L’incontro tra Finch e Violet potrebbe rappresentare un nuovo inizio, la possibilità di emergere dal vortice della tristezza in cui le loro vite sembrano ormai intrappolate, grazie alla condivisione del dolore, delle reciproche paure, dei sogni e dei desideri, ma alla fine si rivela il ‘sorgere di mille possibilità’ per una e il punto di fine dell’altro. Ciò avviene perché questo libro non ha lo scopo di accontentare il lettore con il lieto fine, ma ha la pretesa di essere realistico, quasi crudele, raccontando la verità innegabile secondo cui talvolta l’amore non basta a salvarti. Nel 2020 il regista Brett Haley, con la sceneggiature della stessa Jennifer Niven e di Liz Hannah ha girato un film tratto dal libro, con protagonisti Elle Fanning, Justice Smith, Keegan-Michael Key e Luke Wilson.