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Requiem per un sogno

Requiem per un sogno

New York, Brooklyn. Harry chiude la madre Sara nello sgabuzzino e le intima di smetterla con le sue suppliche. Il suo piano è trasportare la televisione fino al negozio dei pegni, per raggranellare un bel gruzzolo. Uscito dall’appartamento, Sara rimane al buio e cerca di convincersi che andrà tutto bene. Nel corridoio, ad aspettare Harry, c’è Tyrone C. Love, un ragazzo di colore che lo aiuta a spingere il televisore su un carrello con le ruote per tre isolati, attento che il prezioso oggetto non cada al suolo o venga rubato da qualche criminale di quartiere. Vedendoli arrivare, il signor Rabinowitz scuote la testa, perché non è la prima volta che Harry gli porta il televisore in pegno. Ma il commerciante non fa storie e dopo pochi minuti sgancia ai due ragazzi la somma equivalente al valore dell’apparecchio. Harry e Tyrone si dirigono da Brody, uno spacciatore che ha “della vera dinamite”. Harry aspetta in un locale, davanti a una ciambella e a un caffè caldo, mentre Tyrone si procura l’eroina. Il progetto dei due amici è ben definito: “Noi adesso prendiamo qualche grammo di ‘sta roba, lo tagliamo a metà e una metà ce la rivendiamo”, raddoppiando il valore dell’investimento iniziale. Secondo Tyrone si ritroveranno “con una valanga di soldi che ci sarà da nuotarci dentro”. Nel frattempo, Sara Goldfarb, uscita dallo sgabuzzino, si reca al negozio dei pegni e riscatta, sotto promessa di pagamento, la televisione davanti alla quale trascorre le sue giornate, assorta nelle pubblicità di prodotti casalinghi e quiz a premi...

Il romanzo di Hubert Selby Jr., pubblicato nel 1978 e arrivato incredibilmente in Italia solo nel 2003, è ormai considerato un classico della letteratura americana e il successo della trasposizione cinematografica Requiem for a Dream di Darren Aronofsky (2000) ha favorito la creazione di un vasto pubblico di lettori. Col suo stile impetuoso e fluido, dove il gorgo delle parole trascina con sé dialoghi, descrizioni e azioni, Selby si immerge nella coscienza di un quartiere allo sbando – Brooklyn era all’epoca ricettacolo di un vasto smercio di sostanze stupefacenti – e dei quattro personaggi principali, Sara Goldfarb, Harry, Marion e Tyrone, accomunati dal desiderio di riscattare la propria vita e dall’infrangersi dei loro sogni sulla scogliera della dipendenza da eroina e pasticche. Selby non va per il sottile e tratteggia la quotidianità dei tossicodipendenti con brutale chiarezza, riversando l’esperienza di prima mano che si era fatto nell’uso delle droghe e nella complicata battaglia contro la dipendenza. I protagonisti scivolano lentamente lunga una china che i loro sogni rendono impervia e scivolosa: Sara fantastica su una possibile apparizione in televisione come concorrente di un quiz; Harry e Marion progettano di aprire un locale per artisti e scrittori; Tyrone vuole semplicemente elevarsi dalla povertà del ghetto nero. Ma le droghe cancellano ogni anelito, spianano la strada verso la tragedia. Requiem per un sogno non è solo un romanzo, ma anche la testimonianza di un atroce calvario impossibile da evitare.