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On the road again

On the road again
“Il primo ricordo che gestisco in memoria” risale ai verdissimi cinque anni, per cornice una piccola azienda agricola modenese durante una breve vacanza con mamma e papà: deve essere proprio vero che i ricordi olfattivi sono quelli più… persistenti. Nell’età in cui mica servono i soldi per attraversare l’Italia bastava una 127 verde dalle ruote anteriori enormi e nemmeno tanta benzina; qualche cosa si rimedia sempre… E poi una lettera al signor Timberland (sì, proprio lui, quello delle scarpe!), un orologio da cucina appena…invadente, strani personaggi al supermarket, curiose avventure da bar. Ma soprattutto microstorie di boschi, lame, moto e strade, proprio quelle in cui “un pensiero ne chiama un altro e poi un altro e poi ancora e a un certo punto non capisci come eri partito”…
Meno di cento pagine (come tutti i volumi della collana Little Walter della ‘round) per venti racconti, ora più lunghi ora soltanto di un paio di pagine, di Giorgio Olmoti che “non è uno che può serenamente dire di arrivare da un posto preciso”. Piccolissime storie che spesso sono suggestioni, quasi un flusso di parole sgorgate da un ricordo, legato a momenti diversi di una vita vissuta all’insegna della libertà e dell’anticonformismo. Eppure più delicati, nonostante la scrittura “sgangherata” come la definisce lo stesso autore, e persino toccanti risultano i due o tre racconti che parlano di quello che per tutti noi è ricordo indelebile: la figura di un nonno particolarmente amato, l’ombra di un padre accanto alla nostra durante una passeggiata, un dolore acuto vissuto magari in un posto come un ospedale, dove “ogni volta prendi le misure a spanne, confrontando il tuo male con quello degli altri” (nella raccolta “Concerto per dolore e orchestra” si distingue in maniera netta e parla direttamente all’anima). Ma i racconti sono così eterogenei che alla malinconia si succede rapida l’ironia e poi ancora un tono amaro, spiazzando piacevolmente il lettore. Ovviamente c’è un tratto che accomuna tutte le storie: in una maniera ora esplicita ora suggerita, concreta o ideale l’esortazione (o semplicemente il senso ultimo) è uno solo. Non ci si ferma mai, si balza sulla moto (o quello che è), si prende il cane compagno fedele di avventure, e si va. Sempre. On the road again.