Sangue

Sangue
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Un ragazzino di nove anni dall’indole curiosa e pensosa si procura un taglio durante un gioco in campagna, e la vista del proprio sangue vermiglio gli fa venir voglia di capire qual è il sangue delle piante, dei sassi, delle statue: scoprirà invece il dolore e il sesso... Un giovane barrocciaio di nome Agenore scompare nella spelonca nei pressi di Prato attraverso la quale – vuole la leggenda – Dante Alighieri scese all’Inferno. Il luogo, meta di scampagnate e picnic, diventa teatro per il giovane protagonista di giochi di ragazzi e primi turbamenti... 1915, Col di Lana. La Brigata Cacciatori delle Alpi va all’assalto. Un giovane portuale livornese – innamorato della sua città, sempre al centro di mille racconti – cade sul campo e il suo ultimo pensiero è proprio per Livorno... Una capra rifiuta un cucciolo malaticcio decretandone la fine. Quando le viene affidato un capretto orfanello, lo tratta con sospetto e alterigia e lo nutre a stento. Poi il loro rapporto muta, a riecheggiare quello di Fedra e Ippolito. E non poteva mancare un Teseo, un caprone adulto e aggressivo che dopo qualche tempo getta il giovane capretto da una scogliera... In un giugno quasi commovente nella sua bellezza, Paolo riceve dal medico la diagnosi di una grave fibro-sclerosi polmonare... Il Cav. Bonfante, impiegato romano del Catasto, si reca in una trattoria all’Aquacetosa e qui – complice qualche bicchiere di troppo – si lascia andare davanti a tutti ad amare e teatrali considerazioni sulla sua vita e sul suo lavoro, suscitando preoccupazione e sdegno nei presenti...

Nel 1937, Curzio Malaparte è reduce da cinque anni di confino tra Lipari e Forte dei Marmi. Smania per riprendere il posto nel panorama giornalistico e letterario italiano che il regime di Mussolini gli ha tolto a causa dell’atteggiamento troppo indipendente. L’idea è pubblicare un libro di racconti, una raccolta delle cose scritte per giornali (soprattutto il “Corriere della Sera” diretto dall’amico Aldo Borelli: Malaparte cerca esplicitamente il successo commerciale e la fama, e sceglie infatti un titolo, Sangue, e una copertina a tinte forti (una mano dipinta tra schizzi di colore rosso non riprodotta in questa riedizione) per andare incontro ai gusti morbosi del pubblico. Non solo: interviene sui testi raccolti aggiungendo l’uccisione di un gatto qua, una descrizione di bordelli là, e riferimenti al sangue anche dove avrebbero potuto tranquillamente non essercene. Ciononostante l’uniformità rimane una chimera, di sangue a ben vedere si parla più nella prefazione dell’autore che in tutti i racconti messi assieme, e di grandguignolesco nel libro non c’è nulla: sono perlopiù noiosi ricordi d’infanzia, quadretti esistenzial-agresti in salsa adolescenziale con un pizzico di proibito (vedi l’improbabile scena del cunnilingus forzato) e zeppi di una pomposa retorica indigeribile per il lettore moderno. Molto ma moolto più interessante il ‘dietro le quinte’ editoriale dell’antologia svelato dal carteggio tra Malaparte e gli editori Vallecchi e Bompiani riportato e commentato dal curatore Giorgio Luti.



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