Sbirra nata

Sbirra nata

C’è una giovane ragazza, Debora Camilli, che sta seguendo un corso per diventare vice ispettore di Polizia. Una cosa che sogna fin da bambina, da quando sua madre è stata scippata e ferita al mercato mentre faceva la spesa. E lì che Debora ha deciso che sarebbe diventata una poliziotta e catturato tutti i cattivi. Debora come studentessa è brava, fa le domande giuste, è curiosa e i professori ne ammirano la mentalità speculativa e la sfrontatezza. Nonostante questo, però, sembra che il vero genio della famiglia sia suo fratello. Uno con la pagella scolastica piena zeppa di voti altissimi. Una pagella che sua madre, tutti gli anni, si impegna a festeggiare con una cena al ristorante in famiglia. Debora sarebbe anche un po’ stanca di queste cose, ma i suoi genitori ci tengono, così, quando a lezione le arriva un messaggio di sua madre lei lo ignora e spegne il telefono. Diamine! È a lezione e sì, se lo ricorda che questa sera devono andare tutti in pizzeria. Ma quando la lezione termina e lei riaccende il cellulare vede che c’è anche una chiamata di sua madre. E questa cosa invece la mette in apprensione perché sa che sua madre non la chiamerebbe mai durante il corso a meno che non sia successa una cosa davvero grave. Il suo intuito la fa andare immediatamente in fibrillazione e le successive notizie confermano la tragedia che si è consumata mentre lei seguiva la lezione del suo professore preferito. Suo padre, tassista di Ostia che con la sua Multipla Siena 23 scorrazza per le vie del territorio come se fosse in un circuito di Formula uno ed è conosciutissimo da colleghi e clienti, ha avuto un malore, il suo taxi è andato a finire fuori strada e i soccorritori accorsi sul posto hanno compreso subito che si trattava di una cosa davvero seria. Saputa la notizia, Debora si fa a piedi tutta la strada che separa la facoltà dove segue i corsi dal luogo dell’incidente e trova ancora suo padre che sta per essere trasportato in ambulanza. Le condizioni dell’uomo sono gravissime, ma lei cerca comunque di rassicurarlo e in cuor suo di sperare. Quando l’ambulanza va via lei decide di occuparsi del taxi di suo padre, rimasto fuori strada, ma senza grossi danni apparenti. Sale su Siena 23. Il destino dell’aspirante vice ispettore Debora Camilli è segnato?

Nora Venturini decide di regalare ai suoi lettori e agli appassionati del personaggio della tassista detective un prequel di grande impatto emotivo e che narra quanto l’indole da “sbirra nata” di Debora Camilli alberghi in lei fin da piccolissima. Un racconto di dolore personale e di decisioni ineluttabili. Una storia familiare che non ha nulla di eccezionale nella sua tragicità, perché quello che succede alla protagonista è una cosa che potrebbe succedere a tanti, ed è proprio questo che fa scattare immediatamente l’identificazione nel lettore. Chi segue le avventure della tassista detective e la ama per la sua personalità e per il suo eccezionale intuito non potrà che restare incantato dalle pagine di Sbirra nata, la storia di una donna e del destino che le cambia finalità e scopi, ma non le piega indole e attitudini. Un viaggio intimo e privato che si ricollega in maniera armoniosa e perfetta alle precedenti avventure che la vedono protagonista e spinge i lettori ad adorarla ancora di più. Inoltre, anche in questo prequel riuscitissimo c’è lo stile superbo della Venturini, una che delle parole e delle narrazioni ha fatto una cifra esistenziale e che, come si può vedere anche da questo ultimo lavoro, non sbaglia un colpo.



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