Salta al contenuto principale

Se son rose sfioriranno

È l’ottobre 2010 e Saverio ha appena cominciato una relazione con Lorenza, la moglie di Claudio, proprietario della Taverna dei Sapori, il ristorante in cui lei fa la cuoca. Proprio con questo locale la coppia è diventata famosissima perché ci sa fare e soprattutto riesce a servire una ribollita coi fiocchi! Anche Saverio va a mangiare da loro, senza nascondersi, nonostante la tresca e nonostante il suo carattere schivo. Lui fa il giardiniere in una villa di una elegantissima signora, Greta Barbiellini, che nonostante non ostenti gioielli o abiti firmati ha una classe innata che posseggono solo in pochi. Saverio ha occhi solo per Lorenza. Lei “gli fa sangue”, come si dice in questi casi in cui a uno dei due basta solo sentire l’odore dell’altro, vederlo, sfiorarlo, così come stanno facendo loro due, ora che Lorenza gli passa il piatto con la sua porzione di ribollita. Si avvicina al suo tavolo e gli sussurra all’orecchio qualcosa a proposito della giornata di chiusura del locale, l’indomani. Lei non si preoccupa di dargli appuntamento a voce alta, perché la scusa è che deve andare a ritirare il Sangiovese e magari anche per un po’ di olio di quello buono. Tanto Claudio va a Siena dalla madre, malata di Alzheimer. Villa Bonaccorsi, dove Saverio lavora come giardiniere, è famosa per i suoi vigneti di Sangiovese, per il fantastico giardino all’italiana e per le piante di ulivo disseminate tra le viti. Saverio non vede l’ora che venga l’indomani per accogliere Lorenza, addirittura non ci dorme la notte, ma chissà se è più per la preoccupazione di rivederla e da soli? Perché l’ultima volta ha fatto... cilecca…

La semplicità sembra essere una piccola cosa, ma in realtà quando la trovi tra le pagine di un libro, ti fa venire in mente tutto il tuo mondo positivo, quei grandi momenti che a volte non si apprezzano subito, ma che poi ti scaldano il cuore nei ricordi. Quello di Daniele Cini è un libro semplice, quasi da “cose di tutti i giorni”, ma non per questo è meno prezioso. Anzi, è pieno di riflessioni, pensieri, umanità e dentro c’è tutto l’arco di una vita. In un modo o nell’altro è possibile ritrovarci la propria esperienza, forse proprio perché al protagonista non capitano cose fantasmagoriche, anzi, la sua vita è anche un po’ banale. Certo, è discretamente fortunato, soprattutto a giudicare dalle occasioni di lavoro, ma è incapace di sfruttare tanta fortuna e comunque di “vantarsi” di tutte le prestigiose esperienze fatte. Saverio ha una personalità complessa, un inconscio capace di addossarsi tutte le colpe del mondo, una tenerezza unica nel trattare le donne che sente vicine, che rispetta, anche se poi non sa curarle come invece fa con le sue rose. E che tenerezza quel suo modo di fare! È proprio la sua delicatezza, probabilmente, il suo essere così vicino a piante e fiori, alla natura, la sua tendenza a ricercare la solitudine che gli permette di schierarsi sempre dalla parte delle donne, a discapito di quella parte del mondo del suo stesso genere che però non lo attira proprio nelle sue preferenze. E forse è proprio questo a renderlo così speciale e unico. Un uomo che ha sempre bisogno di una spinta, ma sempre meglio che essere aggressivo e sbruffone. Tenerissimo il rapporto con le sue amiche Aurora e Crystal, profondo il suo amore per Lorenza, unico il suo rispetto per Modesta, grande l’ammirazione per Greta. Ma ce ne fossero!