Sesso e apocalisse a Istanbul

Sesso e apocalisse a Istanbul
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Giona Castelli è in volo verso Istanbul: posto corridoio, fila 16 di un Airbus della Turkish Airlines. È un uomo che ha da poco affrontato le sue Torri Gemelle personali, rimanendo soltanto con i calcinacci e la cenere di una vita trascorsa ad amare i libri, prima che a venderli. La sua libreria nel centro storico di Genova per anni ha attirato autori di media fama e lettori di ogni età, e Giona era sempre ben lieto di fornire la sua competenza per consigliare questo o quel titolo, senza mai essere invadente o asfissiante. I tempi però sono cambiati e la crisi, una nuova generazione di non lettori, l’ascesa degli ebook e dell’e-commerce hanno reso la vita sempre più dura al libraio genovese e alla sua piccola-grande oasi di cultura. I primi guai sono iniziati nel 2007, quando Giona ha dovuto cominciare a erodere il proprio capitale per mantenere aperti i battenti della sua grande passione. Con la già citata crisi, la parabola discendente è divenuta inarrestabile e a poco è servito vendere l’appartamento in centro ereditato dal padre. Il colpo di grazia è stato assestato dagli eredi del vecchio proprietario delle mura del negozio, giovani pratici e atletici che non avevano mai tenuto in mano un libro. La richiesta esorbitante per rinnovare il contratto di locazione celava in realtà la volontà di cedere le mura a un affittuario dagli introiti senz’altro più sicuri, una catena spagnola di abiti a poco prezzo. Così le Torri Gemelle interiori di Giona Castelli sono definitivamente crollate il 10 maggio del 2015, con la chiusura della libreria. Quell’ultimo giorno però gli ha lasciato non solo un ultimo libro venduto – Sottomissione di Michel Houellebecq – ma anche un’amante, Vero, donna insaziabile e costantemente desiderosa di nuove avventure. Ecco perché lui si trova a Istanbul. Per lei e solo per lei…

Giuseppe Conte è romanziere, saggista, poeta e traduttore di grande esperienza e nel suo ultimo romanzo cerca di fornire un mix tra immaginazione erotica e angosce contemporanee, sintetizzate soprattutto dalla pervasiva presenza del terrorismo di matrice islamica, quintessenza delle angosce dell’uomo occidentale dall’11 settembre 2001 in poi. Il risultato, purtroppo, non è particolarmente esaltante con l’armonizzazione tra la componente erotica e quella narrativa (che ora prende la strada del giallo, ora del thriller, ora del dramma interiore) che non riesce mai a convincere appieno e a cogliere nel segno. Tutti i personaggi ad eccezione del protagonista – dignitosamente caratterizzato nei suoi chiaroscuri – hanno tratti caricaturali e poco approfonditi: la femme fatale assetata di sesso, il foreign fighter dall’infanzia turbolenta, l’ex-intellettuale licenzioso che “mette la testa a posto”, tutti ingranaggi mal funzionanti di una storia che se da una parte si legge facilmente, dall’altra procede verso i binari di una banalità paragonabile soltanto alla sua inverosimiglianza. L’autore, prendendosi un po’ per Lawrence – scrittore da lui tradotto – ma soprattutto per il Miller più anatomista e per il Roth più beffardo, offre purtroppo una prova incolore, nella quale di sesso ce n’è senz’altro parecchio (seppur presentato in maniera tale da risultare farsesco), di apocalisse bene o male ci si è provato, mentre Istanbul rimane sullo sfondo, come una Cinisello Balsamo qualsiasi. Peccato.



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